Sono arrivata in Australia 3 anni fa. 1095 giorni in un posto lontano migliaia di chilometri dalla base e che oggi, con le lacrime agli occhi, chiamo casa. Tre anni fa ho iniziato a gettare le basi per la mia nuova vita in Australia con tutta l’incoscienza di una ragazza poco più che ventenne che rincorreva sogni in giro per il mondo.

Sono arrivata qui un pò per caso un pò per realizzare un sogno ma di certo non per restare, non per trovare il mio posto nel mondo, urlavo a gran voce di non volermi trovare invischiata nelle beghe dei visti. Eppure eccomi qui tre anni dopo: sono a Darwin, in student visa e la mia vita è completamente diversa da quando sono arrivata.

Vivere in Australia – lo student visa 

Il mio terzo anno in Australia è stato assolutamente diverso dai precedenti, è stato l’anno in cui sono dovuta crescere per forza. Mi sono ritrovata da un momento all’altro sopraffatta dalla vita adulta, dalle sue spese e le sue responsabilità.

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Ho deciso di rimanere in Australia consapevole dei costi che questa decisione avrebbe comportato ma non pronta a quella valanga di imprevisti che costringe a raddoppiare il budget in corso d’opera.

E’ stato l’anno in cui ho lavorato di più, sebbene non in termini di ore a causa del mio maledetto student visa ma in termini di continuità. Ho lavorato per 53 settimane su 56. Ma è anche stato l’anno in cui mi sono divertita di più in tutta la mia vita.

Il terzo anno ti insegna che il visto non è uno scherzo. Quando possiedi un working holiday visa per l’Australia ti senti il padrone del mondo, sei libero! Quando passi ad uno student visa – con speranza di applicare un visto più serio al più presto – capisci che la vita non è un gioco, ci sono leggi, condizioni, limiti, obblighi, COSTI. Cresci inevitabilmente. Non puoi farne a meno. All’improvviso hai una serie di rate da pagare, costi che crescono di mese in mese, nuovi documenti da fornire, nuove traduzioni da pagare. E tutta quella libertà infinta che avevi provato durante i primi due anni svanisce come per magia. La malinconia prende il sopravvento e ti carica a far meglio, ti stimola a raggiungere al più presto il tuo obiettivo ed essere finalmente libera di vivere nel posto che ami senza limiti di spazio o tempo.

Vorrei anche dirvi che è stato un anno facile e che non importa davvero con che visto sei in Australia ma sarebbe una bugia enorme. Non mi sento di consigliare a nessuno uno student visa per l’Australia se non a fronte di una BUONA base economica alle spalle o come unico obiettivo nella vita quello di ottenere un visto consistente dopo quello studentesco.

Vivere in Australia – fare amicizia

Vivere lontani dalle persone che si amano è la parte più difficile di una vita da expat, si deve imparare a convivere con la mancanza e capire che è parte integrante dell’esperienza stessa. E poi si inizia ad aprire il cuore e a costruire una nuova vita che include delle nuove amicizie, amicizie che non cancellano quelle che c’erano prima ma si integrano in un circolo perfetto.

 

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Il terzo anno in Australia è stato l’anno in cui ho incontrato la mia soul sister, Sara. Con lei è stato come nelle fiabe: ci siamo conosciute, ci siamo subito piaciute, ci sono stati una serie di “anche io!” e boh eravamo sorelle. In quest’anno insieme ne abbiamo fatte di ogni e mi sembra quasi incredibile che la conosco da solo un anno. In questi dodici mesi abbiamo imparato a surfare, abbiamo preso la cittadinanza onoraria a Rottnest Island, ci siamo lanciate in paracadute, abbiamo preso aerei, progettato e fatto viaggi, mangiato come se non ci fosse un domani, riso fino a star male, condiviso momenti che ricorderemo per la vita, pianto tanto anche troppo e soprattutto siamo diventate amiche per la vita. Ti vorrò bene per sempre.

E non è finita, durante il terzo anno in Australia ho dato un volto ad un nickname (@ciaomammaiovado) quando Valentina è volata da Sydney a Perth per passare un pò di tempo insieme. Ogni volta che parliamo non possiamo fare a meno di ripetere che è assurdo che ci siamo viste una volta soltanto, le nostre vite hanno troppo in comune nelle loro incredibili diversità. E’ un pò come si dice in amore, anche in amicizia gli opposti si attraggono. Che poi in fondo non importa troppo quanto simili due persone siano di carattere quando si ritrovano a fare le medesime minchiate!

 

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E se non fossi già stata sfacciatamente fortunata in questo terzo anno ho anche conosciuto Vero e famiglia <3 e ho aggiunto un altro pezzo a questo meraviglioso puzzle che è la mia famiglia australiana. Con loro ho ripreso a credere nell’amore vero e incondizionato, alla genuinità dei rapporti e la fratellanza spirituale che non importa se hai trascorso insieme 2 ore o 10 anni, sei subito parte della famiglia.

E poi c’è Camilla che dopo aver fatto le farm insieme non ci siamo più lasciate, che c’era in tutti i momenti più importanti di questi ultimi anni, che mi ha salvata dal coma etilico al concerto dei Red Hot ed è stata la mia guida spirituale per tutta l’estate (in barba ai suoi vent’anni). Camilla che è stata l’unica pazza ad avermi appoggiato l’idea di seguire la Bikini Body Guide, per mesi tra un turno di lavoro e l’altro ci siamo ritagliate mezz’ore vista mare per allenarci. E dopo esserci incontrate per caso a Siena il mese scorso – si assurdo ma vero – non vedo l’ora di venirti a trovare a Brisbane.

 

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Le amiche che diventano colleghe

Nel terzo anno in Australia ho ripreso a sognare in grande e con la complicità della mia metà con sede a Gropello è nato ledonnelosanno.it

Cosa è ledonnelosanno.it? Un sito scritto e pensato da donne per le donne con l’idea di far rete, incoraggiarsi e sostenersi a vicenda. Uno spazio dove le donne possano esprimersi senza filtri o pudori e dove tutto è normale e i tabù non esistono.

Io ed Eli nell’ultimo anno abbiamo praticamente aperto un nuovo business – che però non fattura un ca*** – a cui ci siamo dedicate anima e corpo nonostante entrambe dedite ad altre attività per mandare avanti la baracca ed entrambe già impegnate in un travel blogger (uno a testa) a cui si aggiunge il fardello delle 7 ore di fuso orario (ora ben 8.5 da Darwin).

La famiglia che diventa più internazionale che mai

Il terzo anno in Australia è stato l’anno che ha attivato il magnetismo dell’amore, quella forza che annulla le distanze e porta l’Italia in Australia; in meno di 8 mesi ho avuto qui con me la mia mamma, una delle mie migliori amiche e partner in crime (Elisa vedi sopra :D) e…. UDITE, UDITE: MIA SORELLA VIVE QUI CON ME A DARWIN DA QUASI DUE MESI! E tutto ciò mi ha fatto capire che la vita a volte è solo una questione di prospettive e soprattutto è un mutare continuo. Lo scorso anno pensavo che tutto ciò sarebbe stato impossibile ora è parte dei miei ricordi più preziosi.

Il mio terzo anno in Australia – pensieri sparsi sulla mia vita

Il mio terzo anno di vita in Australia è stato il più emotivo, più emozionante, frustrante, avventuroso, appagante e folle tra quelli vissuti qui.
La mia vita ha preso brusche virate in più di un frangente per poi farmi ritrovare spesso al punto di partenza più disperata di prima.

Durante il mio terzo anno in Australia sono tornata in palestra e mi alleno continuamente da quasi un anno. Nel terzo anno in Australia non ho mai fatto una dieta o mai mi sono privata di un gelato, un dolce o una colazione fuori.

Durante il terzo anno in Australia non ho mai detto no, ho abbracciato ogni singola esperienza in cui ho avuto il privilegio di imbattermi e ho accumulato un bagaglio di vita inestimabile. Nel terzo anno in Australia ho anche involontariamente creato una community di italiane in Australia che si lancia a una costa all’altra del paese e crea amicizie, condivisione e supporto morale.

In sostanza nel terzo anno in Australia ho trovato il mio equilibrio perfetto in tutte le sue fragilità, ho superato tutti quei limiti che pensavo di avere, ho abbattuto barriere e superato fottute comfort zone.

Ho viaggiato da sola per la primissima volta e mi è piaciuto! Mi sono trasferita, di nuovo, in una città di cui non sapevo nulla. Senza un lavoro, senza soldi, senza una casa e con un visto di merda. Eppure, come sempre da quando sono qui, con impegno e determinazione in un giorno ho trovato casa e lavoro e in una settimana ho comprato l’auto.

Quindi si, nel terzo anno in Australia ho vissuto a pieni polmoni, ho abbracciato la vita e accolto le sue mille sfaccettature; non esistono vite perfette, non esistono le famiglie della mulino bianco. Per essere davvero felici bisogna accettare di star male. Se non conosci il sapore della sofferenza non potrai mai apprezzare a pieno quello della serenità, della gioia.

Potrei dire che il terzo anno in Australia ha dato un senso ai due precedenti, sia nel lavoro che nella vita privata. Ha messo un punto a situazioni di transizione o stallo che impedivano al futuro di fluttuare libero e ho gettato le basi per sogni importanti.

Vorrei dire che durante questo anno ho capito tutto ciò che non sapevo l’anno precedente, che ho trovato una direzione e che ho imparato tante lezioni che mi serviranno a non commettere gli stessi errori in futuro – e se per alcuni aspetti posso affermarlo quando si passa alla vita privata è tutto un altro paio di maniche.

L’unica cosa che mi sento di dire per certo è che il terzo anno in Australia mi ha insegnato a non avere paura, non esiste limite che non possa essere superato con la determinazione e la forza di volontà.

Partite, osate, vivete.

 

 

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