Ho 29 anni, sto realizzando tutti i miei sogni e sono felice. Grazie vita.

Ho 29 anni e quando 29 anni ancora non li avevo la mia vita la immaginavo esattamente così: perfettamente imperfetta, colma – quasi straboccante -, sfacciatamente internazionale, incredibilmente complessa da spiegare e totalmente unica.

“Ho 24 anni e quando ancora non li avevo la mia vita la immaginavo completamente diversa.”

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando poco prima di partire per l’Australia festeggiavo così un altro giro di giostra.

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“Ho 24 anni e prima di sapere cosa voglio so cosa non voglio.”

Oggi ho 29 anni e so perfettamente cosa voglio e cosa non voglio. Ed è fantastico, è così fottutamente fantastico. Sono finalmente PADRONA DEL MIO VOLERE, DEL MIO ESSERE.

Ho capito cosa volevo nel momento esatto in cui ho realizzato di possedere la libertà più preziosa che possa esistere: la libertà di cambiare idea.

La libertà di cambiare idea

Ho 29 anni e nell’ultimo anno e mezzo ho cambiato città tre volte spostandomi da un capo all’alto del paese (l’Australia), ho traslocato almeno 6 volte e sono certa che lo farò altrettante nei mesi a venire.

Ho 29 anni e nell’ultimo anno ho mandato a fan**lo un visto permanente per l’Australia, un lavoro che non mi rispecchiava e la mia stessa vita, quando è servito, per inseguire la felicità.

Ho 29 anni e sto per tornare sui banchi universitari per finire ciò che ho lasciato in sospeso in Italia poco prima di partire per l’Australia.

Ho 29 anni e non ho rimpianti. Provo ogni giorno ad essere la versione migliore di me stessa e andare oltre i miei limiti per uscire dalla comfort zone e conquistare un pezzo di felicità.

Ho 29 anni e voglio urlare al mondo intero che finalmente svolgo il lavoro dei miei sogni.

Donna in carriera

Quando da piccola mi immaginavo quasi trentenne pensavo ad una donna tutta in tiro alle prese con un lavoro full time, una famiglia da cui tornare la sera e con una casa di proprietà. Il classico stereotipo di vita adulta che ci è stato inculcato come unico possibile.

Crescendo ho iniziato a immaginarmi “in carriera“, più corporate ma altrettanto imbottigliata negli schemi della nostra società.

Quando sono arrivata in Australia ho capito: io non avrei mai lavorato davvero. La qualsiasi attività svolta con un fine economico avrebbe dovuto rendermi spudoratamente felice e maledettamente vogliosa di dedicarmici.

Passare dal sogno alla realtà ha richiesto quattro anni di duri sacrifici, migliaia di ore a svolgere un lavoro che odiavo e un uragano di nome Nina incontrato sul mio cammino – quel qualcuno che ha creduto in me più di quanto non lo abbia mai fatto io.

Non è stato facile ma oggi ho 29 anni e posso dire di avere il lavoro dei miei sogni. Mi occupo di comunicazione digitale, lavoro con i social media e costruisco siti web. Tutto ciò che mi appassiona di più è parte integrante del mio lavoro – quel lavoro che oggi non avrei se avessi ascoltato tutti coloro che continuavano ad ammonirmi per il tempo perso su Instagram e Facebook.

Ah si… lavoro con clienti internazionali e questo dà al mio lavoro quel tocco di magia che ho sempre sognato. Lavoro dalla spiaggia, dal bar, da una panchina fronte mare o un prato in riva al fiume. Lavoro mentre sono in viaggio e tra un’onda e l’altra. Lavoro come nomade digitale e, per quanto io odi le etichette, ne sono fiera come non mai perchè un anno fa questo sembrava un sogno troppo lontano.

Una vita internazionale

Ho 25 anni e il 14 novembre 2016 sono partita dall’Italia per rincorrere la libertà; da oltre cento giorni ogni mattina mi sveglio con il sorriso e la voglia di vivere ogni momento delle mie giornate, sono lontani anni luce i giorni in cui mi svegliavo furibonda con il mondo, incatenata come ero in una routine che non mi apparteneva e che non mi apparterrà mai.

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Oggi ho 29 anni e da quattro e mezzo chiamo casa quella terra lontana chiamata Australia, quel continente lontano che mi ha stregata al nostro primo incontro.

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Ho 29 anni e sono più australiana di quanto non mi sia mai sentita italiana, poco importa che i miei documenti dicano l’opposto. Nel mio mondo, a freedom republic, siamo tutti liberi di vivere e viaggiare liberamente dove più ci aggrada, l’unico visto disponibile è quello della felicità.

La pandemia in Australia

Ho 29 anni e sono sfacciatamente fortunata perché per qualche assurdo allineamento di pianeti io ho vissuto l’intera pandemia da COVID lontana dal COVID: in luoghi che non hanno conosciuto il lock down o la trasmissione diretta del virus. Non ho perso il lavoro come tanti altri e sebbene mi è stata tolta la libertà di viaggiare – quindi ricongiungermi alle persone amate – non ho mai dovuto temere per la mia incolumità.

Ho 29 anni e ho il cuore lacerato dalla mancanza della mia famiglia. Sono grata alla vita per avermi regalato la possibilità di essere qui, al sicuro, libera di andare avanti con i miei progetti; ma… la consapevolezza di poter rivedere mia madre fra due o più anni mi spezza.

Essere un expat non è una scelta. Non decidi di andare a vivere qui o li. Tu parti, esplori, conosci. Il tuo cuore ti dirà dov’è casa.

Non ho deciso di essere un expat italiana in Australia, ero arrivata qui per viaggiare come avevo fatto decine di altre volte prima in giro per il mondo. Eppure dopo pochi giorni io ero sicura: Fremantle è casa, l’Australia è casa.

Ho 29 anni e sono felice

Ho 29 anni e sono felice.

Mi sento quasi in colpa a dirlo ad alta voce in questo momento così complicato per il mondo intero.

Eppure è così, io sono felice.

Sono felice perchè il 2020 è stato l’anno più bello della mia vita, il più difficile e il più importante. Nel 2020 ho dato vita a progetti giganti. Ho lasciato un lavoro che non amavo. Ho aperto un’agenzia digitale e mi sono trasferita in Sunshine Coast, la patria del surf: ho cambiato vita per iniziare a vivere.

Ho 29 anni e ho da poco iniziato a surfare, alla faccia di tutti quelli che mi scoppiavano a ridere in faccia ogni volta che dicevo di voler provare. Ad ogni singolo paddle out, ad ogni onda, ad ogni momento in mare io sono felice come una bambina il giorno di Natale. Non esiste emozione mai provata neanche lontanamente paragonabile al surf. Quando surfo sono me stessa, non ci sono paure, non ci sono incertezze, non esiste il giudizio altrui, non esiste perfezione. E’ solo magia.

Ho 29 anni e mentre finisco di scrivere questo articolo sorrido felice mentre ascolto una delle mie canzoni preferite del momento “oh mama I wanna go surfing, oh mama I don’t care about nothing”.

E così io. Ho 29 anni e voglio solo andare a surfare, non mi importa di niente perchè quest’anno ho imparato la più importante di tutte: la cosa più preziosa che possiamo possedere non è una cosa è il tempo.

Io vivo adesso, vivo tutto il mio tempo senza lasciare spazio ai rimpianti.

Mi siete mancati tanto, non me ne vado piú.

PS: per apprezzare a pieno le parole di questo articolo e lasciarvi ispirare profondamente da esso è necessario che voi leggiate i due articoli che vi ho linkato riguardo ad avere 24 e 25 anni. La mia evoluzione in questo periodo non ha nulla di straordinario è solo la prova che volere è potere e che se posso io, potete anche voi.

 

1 comment

  1. Grande Danila, un bellissimo articolo pieno di energia positiva, ci serve tanto ora qui in Italia.
    Congratulazioni, vivere i propri sogni è bellissimo ed è di grande ispirazione per gli altri.
    Un abbraccio

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