Il nuovo appuntamento di Italiani in Australia ci porta a Sydney da Valentina, una ragazza che ho conosciuto per caso su Instagram e che si è subito mostrata felice di rispondere alle mie domande! Grazie Vale 🙂

Come ti chiami? Dimmi qualcosa di te.

Ciao a tutti. Mi chiamo Valentina, piemontese di nascita, bergamasca d’adozione e tra poco Residente Australiana.

30enne, in cerca da tutta la vita di trovare il mio posto nel mondo. Ho da sempre nel cuore una voglia immensa di viaggiare e scoprire nuovi posti, seppure sia un po’ “picky” (schizzinosa) con le destinazioni e comfort di viaggio.

Da quando sono in Australia, questa voglia di viaggiare e’ aumentata, probabilmente accompagnata da una maggiore consapevolezza delle mie capacità ed abilità di adattamento, e dall’aver raggiunto un livello d’inglese tale che mi permette di sentirmi a mio agio ad intraprendere qualsiasi sorta di conversazione.


Da quanto tempo sei in Australia? Dove vivi? Con quale visto?

Sono atterrata per la prima volta in Australia, a Perth -Western Australia, nel Giugno 2013, con un biglietto di sola andata e un working holiday visa.

Da lì sono passata attraverso altri 2 visti: un secondo Working Holiday Visa; il tanto ricercato Sponsorship Visa ottenuto a Sydney, fino ad arrivare ora (inizio 2018) all’attesa della risposta finale che mi permetterà di essere (speriamo in bene) ufficialmente riconosciuta come Residente Australiana a tutti gli effetti.

Cosa ti ha spinto a venire proprio in Australia? Il mondo è così grande.

Ad essere onesta, e’ stata una scelta dettata dalla praticità, di visto intendo. Nella mia vita mai avrei pensato di trasferirmi in Australia. Magari California o Canada ma Australia mai. In effetti quella primavera, con il mio compagno, stavamo leggendo e valutando tutte le opzioni possibili per poterci trasferire in California, ma senza un lavoro sembrava una meta impossibile per noi al momento.

Poi un’amica ci racconta di essere appena tornata da un mesetto in Australia, ospite di un’altra amica, e ci introduce al magico mondo del Working Holiday Visa. Facciamo due ricerche e rientriamo perfettamente nei requisiti per richiedere il visto, e quindi, Australia sia!

Cosa fai qui in Australia? Cosa facevi invece in Italia?

Laureata in Giurisprudenza -indirizzo forense- con zero prospettive future e con una forte passione per il Digital Marketing, in Italia mi sono occupata per la maggior parte di Digital Marketing per l’appunto.

Trasferita in Australia, causa la mia minima conoscenza della lingua inglese, mi sono dovuta, passo-passo, reinventare. Ho cominciato lavorando nel mondo dalla ristorazione , facendomi la pelle dalla più piccola e – con il senno di poi posso dirlo squallida – pizzeria di Perth al ristorante stellato situato davanti all’Opera House di Sydney. Per poi passare a fare lavoro d’ufficio partendo dal fare solo le fotocopie; alla receptionist/concierge fino ad un lavoro più stabile come Client Service Specialist.

Finalmente ora mi sto godendo un po’ di meritato riposo, che riposo non e’ affatto. Dopo 4 anni a passare da un lavoro all’altro ho finalmente deciso di prendermi una pausa, viaggiare -sono ad esempio appena tornata da una vacanza in Nuova Caledonia – e tornare a fare, questa volta per me stessa, ciò che mi piace di più, ovvero scrivere e produrre materiale per il mio progetto, il mio Blog ed occuparmi del Digital Marketing dei miei profili social. Sono appena all’inizio ma se state leggendo questa intervista ricordatevi di seguire il mio profilo Instagram [@ciaomammaiovado] e pagina Facebook [@ciaomammaiovado]. Significherebbe molto per me e per il mio progetto 🙂

 

Quanto guadagni? Qual è stata la paga migliore che hai percepito e quale la peggiore?

Le paghe, beh, sono state molto varie a seconda della posizione che ho ricoperto ma -paragonate con gli stipendi italiani a cui ero/siamo abituati- sono state sempre alte rispetto alla tipologia di lavoro svolto. Parlando in numeri, direi che sono passata da un minimo di $15 l’ora fino ai $32-36 l’ora (senza contare le giornate di Public Holiday dove nella Ristorazione puoi arrivare a percepire anche $40/$50 l’ora).

A chi consiglieresti l’Australia e a chi invece raccomanderesti di evitare questo paese come la peste?

Non credo che mai consiglierei di evitare l’Australia, anzi. E’ un Paese che si può amare o odiare, ma che nonostante tutto ti permette di crescere o anche solo metterti alla prova, uscire dalla tua zona di confort e vedere fino a dove le tue abilità ed ambizioni ti possono portare. Ripeto, può essere un’esperienza che può anche non piacere ma che avrà svelato, a suo modo, qualcosa della tua persona.

La cosa che ti piace più dell’Australia e quella che proprio non sopporti.

La natura, la vastità del cielo, i colori dell’oceano e dei tramonti. Sono cose a cui non sei abituato quando vivi in una città del nord Italia e che ti sanno lasciare ogni volta a bocca aperta, con gli occhi sbarrati ad assaporare ogni singolo istante. Cosa non sopporto? Beh’ mi manca la cultura del cibo e dell’uscire con gli amici per un aperitivo che si trasforma in una cena e poi in una serata fuori a ballare, in cui anche se stai bevendo da ore nessuno e’ davvero ubriaco e tutti si stanno ancora divertendo. Qui non sanno reggere l’alcool ma appena usciti dal lavoro, specie il venerdì sera, iniziano a bere birra, alle 5pm e continuano tutta le sera il più delle volte senza accompagnare nessun cibo e alle 10pm sono ubriachi e maleducati. (Non vorrei generalizzare, ma questo capita frequentemente).


Torneresti in Italia?

In Europa si, anche subito. In Italia, no. In Italia ci tornerei solo per andare a preparare le valigie alla mia famiglia e portarmela via con me. Ho lasciato l’Italia nel 2013 perché la sua mentalità mi stava uccidendo e dopo più di 4 anni in Australia, in un paese cosmopolita in continua crescita, preparato ad adattarsi ai nuovi cambiamenti e a nuove culture, non potrei pensare di tornare in un Paese vecchio stampo, che vive ancora su regole antiche e basate su principi che sono cambiati.

Cosa ti manca dell’Italia e cosa proprio non ti mancherà mai?

Dell’Italia mi manca il cibo e la cultura del socializzare ed esprimersi amore seduti allo stesso tavolo. Mi manca la cultura dello stare insieme e della relazione stretta genitori-figli.

Altro argomento classico: LE FARM! Raccontaci la tua esperienza; hai scelto di farle o no? Che consigli daresti a chi ancora deve farle?

La mia esperienza nelle farm e’ stata particolarmente semplice e piacevole. Nel 2013/2014 era ancora possibile fare le farm attraverso il Woofing, ovvero si lavorava dalle 4 alle 6 ore al giorno in farm in cambio di vitto & alloggio nella farm stessa.

Insieme con il mio compagno, abbiamo trovato una coppia di australiani che avevano una piccola farm nell’entroterra del Western Australia, a 2 o 3 di macchina da Perth che ci hanno ospitati per tutto il periodo. Abbiamo coltivato limoni, mandarini, manghi; curato le vigne; portato a spasso i cavalli; pulito la casa … abbiamo sofferto la solitudine ma in tre mesi ci siamo sparati tutta la serie televisiva “How I meet your mother” .. e il mio inglese era notevolmente migliorato 🙂

Domanda a bruciapelo: dove andare appena arrivati, East o West Coast?

Io ho vissuto in entrambe e, lo so ora sembra un cliché ma sono entrambe troppo diverse per poter dire quale e’ meglio o peggio. Dipende da cosa si cerca. Io sono felice di aver iniziato la mia avventura a Perth perché essendo una realtà più piccola e più economica, mi ha fatta sentire subito accettata sebbene l’abissale difficoltà linguistica che ho dovuto affrontare. Ma difficilmente in Perth saremmo riusciti a trovare le stesse possibilità lavorative e lo sponsor che abbiamo, invece, trovato a Sydney.

Per finire ti chiedo tre consigli a tua scelta per coloro che sono in procinto di trasferirsi in Australia.

1. Partite con un obiettivo chiaro in mente
2. Adattatevi al cambiamento e siate umili (ma non stupidi)
3. Non date per scontato l’importanza della conoscenza della lingua inglese, soprattutto se partite con l’idea di voler lavorare da subito.

 


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