Un anno in Australia, un tempo sufficiente a cambiare vita, a trovare la felicità, scoprire la gioia di vivere sereni. Questo è stato il mio anno in Australia, ve lo racconto in un post e un video. Fatemi sapere cosa ne pensate, ci tengo!

Mi sono seduta davanti al computer, ho scelto la musica e ho provato a scrivere.

Il buio più totale.

E’ più di un anno che non riesco a scrivere un articolo che parla di me, del mio stato d’animo, di quello che mi passa per la testa, della mia vita.

E’ passato esattamente un anno da quando ho lasciato l’Italia salutando quei cinquanta metri quadri di tana che erano il mio rifugio felice, il mio angolo di intimità con la scrittura e con i miei pensieri.

E’ passato un anno in Australia durante il quale ho fatto più cose di quante non ne abbia fatte nella vita, un anno di vita in un paese dagli spazi immensi ma con degli spazi per me ridotti all’osso.

Un anno fatto di lavoro, di viaggi, di avventure e disavventure, di esperienze ignote, di meraviglia e delusioni.

Un anno in Australia, un anno lontana da casa che mi ha permesso di riuscire a sentirmi integrata in un altro universo e che mi ha chiaramente mostrato che se fossi tornata durante questo anno avrei demolito le fondamenta di questa nuova vita che tanto amo.

Un anno di continua ricerca: del lavoro, della casa, di una connessione internet decente, della prossima città in cui vivere, un anno di perpetua ricerca informazioni per vivere questa folle vita australiana (che se solo il governo australiano vedesse quante volte ho visitato il loro sito mi denuncerebbe per stalking).

Un anno di inglese che, anche intervallato da tanto (e a tratti forse troppo) italiano, mi permette di essere fiera di me e mi vede ora seduta davanti a questo computer ad ascoltare distrattamente canzoni in un’altra lingua capendone il testo parola per parola (che se me l’avessero detto un anno fa non ci avrei mai creduto).

Un anno che è stato il perfetto mix tra montagne russe, triplo giro della morte e il paradiso all’improvviso. Il tutto condito con un’abbondante dose di follia, felicità, lacrime, risate, soddisfazioni, amore, amicizia, delusioni ed esperienze.

Un anno che è servito a riordinarmi il cervello, che mi ha permesso di guardare tutto in prospettiva e assaporare ogni attimo, far mia ogni sfumatura emotiva.

Un anno durante il quale ho potuto, finalmente, concentrarmi al 101% su me stessa e la me che vorrei essere.

Un anno di lontananze, mancanze e desideri di vicinanza.

Un anno fa salutavo la mia mamma, mi incamminavo incerta verso il mondo ignorando completamente la data del mio rientro.

Oggi penso al momento in cui la riabbraccerò e piango, penso all’Italia come al più meraviglioso dei viaggi, mi commuovo quando vedo video e foto del mio paese e ogni volta che devo rispondere che non so quando tornerò il mio cuore si straccia in mille pezzi.

Perché la verità è che la vita dell’expat è una vita difficile fatta di gioie che nascono dalla più estrema delle rinunce.

La felicità estera di un espatriato deve inevitabilmente fare i conti e superare l’incredibile fardello della mancanza.

Deve riuscire a farsi forza anche quando dall’altro capo del telefono – e del mondo – qualcuno piange invocando il tuo ritorno.

La verità è che chi vive all’estero ha il cuore spaccato e nello specifico, chi vive in un luogo che dista da casa un intero giorno di volo si sente a volte perso, come se il tempo che ci vorrebbe per tornare a casa volesse segnare nettamente le pienezza delle distanze.

Sei qui e sei lì.

Sei australiana per metà giornata e italiana per l’altra metà; dall’alba fino a dopo pranzo vivo la mia vita australiana e quando, calcolato il fuso orario, l’Italia si sveglia torno ad essere per mezza giornata italiana grazie a quella tecnologia che crea e colma distanze immense.

Vivere così lontani da casa ti fa sentire come se il tuo essere fosse sospeso, perfettamente in equilibrio su questo binario che attraversa i continenti e si lancia con forza verso l’ignoto.

La verità è che in quest’anno lontana non so neanche quante volte ho sentito la mancanza delle persone a cui voglio bene, non riesco a ricordare un giorno di felicità piena che non abbia provato a condividere con la mia famiglia o le mie amiche sebbene a ore e chilometri di distanza e non riesco a ricordare un momento di difficoltà in cui non abbia desiderato avere Ila e Vale qui con me.

La verità è che per quanto possa odiare la tecnologia sempre onnipresente nelle nostre vite le devo tutto; lei che riesce a creare distanze abissali ma che ne colma di più grandi.

Ho provato a racchiudere in un video quello che è stato quest’ultimo anno ma la verità è che, pur provando a registrare ogni momento, è impossibile far entrare tutte le emozioni provate in dodici mesi in pochi minuti.
E’ stato un anno assurdo, pieno di sfide e nuove esperienze.
Un anno che mi ha dato più di quanto mi sarei aspettata senza chiedere nulla in cambio.

E’ stato un anno che mi ha cambiata e mi ha aiutata a crescere, un anno che mi ha portata a salutare una parte di me e della mia vecchia vita.

E’ stato un anno che mai dimenticherò perchè io quest’anno e questa esperienza li ho aspettati per tutta la vita.

Grazie Australia per ogni singolo momento trascorso qui, grazie per le lacrime e i sorrisi; grazie per tutte le volte che mi hai messa alla prova e mi hai ricordato che per arrivare a qualche risultato bisogna faticare.

Grazie #Australia perchè mi hai permesso di tornare a credere in qualcosa, nell’umanità delle persone, nella meritocrazia, in un briciolo – piccolo piccolo – di giustizia.

Grazie Australia perchè mi hai permesso di conoscere tantissime persone provenienti da ogni parte del mondo e quando vivi così lontano da casa si crea in un attimo un legame speciale.

Grazie Australia per le farm che sono state uno dei periodi più difficili della mia vita ma che mi hanno insegnato ancora una volta a non mollare mai.

Grazie Australia perchè finalmente da un anno a questa parte non mi devo preoccupare dei soldi e dopo una vita passata a sentirne la mancanza non c’è regalo più bello.

Grazie Australia per l’inglese che migliora giorno dopo giorno anche se mi impegno a rimanere ben lontana dalle pronunce australiane.

Grazie a tutti quelli che ho incontrato lungo il mio cammino, a quelli con cui ho condiviso pochi secondi e quelli con cui ho condiviso tutto (dalla camera da letto al cibo, dalle avventure in campeggio alle fatiche nelle farm).

Grazie a questo anno in Australia perchè ora mi sento forte, libera e determinata. Grazie perchè non temo più il cambiamento, non programmo più la mia vita in modo meticoloso, grazie perchè sto imparando a godermi ogni esperienza in cui mi imbatto.

Grazie perchè non ho più paura della vita, del futuro o dell’ignoto.

Grazie Australia per avermi riordinato la testa, il cuore e soprattutto l’animo.

Grazie per ogni giornata di mare vissuta come il più grande dei doni.
Grazie per le notti in campeggio, per i milioni di stelle che mi hanno fatta sognare per mesi, grazie per i tramonti più belli che abbia mai visto.

Grazie per le prove che hai piazzato lungo il mio percorso, grazie per ogni momento.

Grazi grazie grazie Australia.

Non mi stancherò mai di ripetere quanto sono felice di essere qui.

Grazie alla sorte per avermi fatto scoprire, così presto, qual è il mio posto nel mondo e fanculo alle leggi che renderanno la mia permanenza qui piuttosto complicata.

E ora cara Australia facciamo sul serio, dammi un modo per rimanere perchè io voglio davvero vivere qui la mia vita.

 

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