La scorsa settimana vi ho presentato la mia nuova rubrica “Italiani in Australia” ed è arrivato il momento di conoscere il primo intervistato, o meglio la prima intervistata: Ludovica, ventiquattrenne appena laureata partita per fare l’au pair in Australia.

Oggi conosceremo l’esperienza australiana di Ludovica, mia conterranea conosciuta poco prima di partire (entrambe) per l’Australia grazie alle meravigliose connessioni che solo internet sa creare.

Puoi leggere di più dell’esperienza di Ludovica sul suo blog di viaggi Ludovagare

Come ti chiami? Dimmi qualcosa di te.

G’day lettori di Danila. Qui è Ludovica dal blog Ludovagare, conterranea di Danila e curiosamente emigrante in Australia quasi in contemporanea. 24 anni, idee poche ma confuse, amante dei viaggi nel mondo e di casa Italia. Facilmente vittima di noia, ad ogni fine ciclo di studi faccio le valigie e mi trasferisco da qualche parte lontana mille miglia, tornando poi alla base sempre più convinta che il mio posto nel mondo sia l’Italia.

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Da quanto tempo sei in Australia? Dove vivi? Con quale visto? Riassumi brevemente la tua esperienza Australiana.

Sono partita per l’Australia da sola e con l’idea di fare 6 mesi di lavoro e 6 di viaggio. Alla fine sono rimasta 2 mesi, di cui 2 settimane dedicate al viaggio. Ho vissuto a Canberra, e forse è per colpa sua che l’Australia non mi ha fatto innamorare.

Insomma chi sceglie di andare a Canberra? VOI NON FATELO.

Visto work & holiday, buona assicurazione privata, famiglia alla pari pronta ad ospitarmi, macchina a disposizione, 4 lavori in contemporanea per prepararmi al futuro viaggio e poche ore per dormire.

Ho presto realizzato che per fare l’au pair in Australia bisogna avere molta pazienza, e che io non ce l’ho, così dopo 6 settimane ho lasciato l’opprimente Canberra e ho fatto un on the road lungo la costa tra Sydney a Melbourne. Nemmeno il viaggio mi ha convinto a rimanere. Per una che si annoia facilmente, un posto dove si viaggia per interminabili ore tra boscaglia, affascinante solo per i primi 20 km, e lunghe coste e scogliere che diventano velocemente monotone, senza incontrare un centro abitato costituito da più di 4 casette prefabbricate e un supermarket con annessa pompa di benzina, è decisamente IL POSTO SBAGLIATO.

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Cosa ti ha spinto a venire proprio in Australia? Il mondo è così grande.

La mia egoistica idea di au pair in Australia partiva dalla voglia di parlare l’inglese come un madrelingua (e allora cosa diavolo vai a fare in mezzo a questi bogan degli australiani? – dove bogan è gergo australiano per dire ignorante. Si scherza.).

Escludendo l’Inghilterra perché troppo vicina, il Canada perché ci avevo già vissuto, gli USA perché non trovavo famiglie alla pari, la Nuova Zelanda perché veramente troppo troppo isolata dal mondo, rimaneva l’Australia.

La mia non è stata una scelta mirata, ma ad esclusione. Non ho mai desiderato crearmi una vita in Australia, doveva essere un’esperienza passeggera, e dopo 2 mesi di permanenza ho confermato la mia necessità di uno stile di vita europeo, sud europeo.

Cosa fai qui in Australia? Cosa facevi invece in Italia? Raccontaci un po’ delle tue esperienze lavorative down under e confrontale con quelle italiane.

In Australia ho fatto principalmente l’au pair, e contemporaneamente la cameriera, la donna delle pulizie, la baby sitter, l’insegnante di italiano, la cuoca a domicilio (quest’ultimo lavoro molto molto redditizio, soprattutto se sfrutti l’ammirazione che un australiano medio può avere per una che si dichiara “italiana e buona cuoca”).

In Italia avevo appena finito la triennale all’Università e avevo sempre lavorato fin dai 15 anni, con lavori stagionali o meno nei periodi di “buco” tra il liceo e l’università. Certo, le paghe australiane sono più alte, ma anche la vita costa molto di più. Se vuoi avere una vita. Se ti accontenti di dividere una doppia senza finestra fuori città, lavorando come un mulo ed evitando uscite serali, potresti anche diventare ricco. Allora bisogna capire se il gioco vale la candela, se tutto quello di cui ci si priva venendo via dall’Italia viene ripagato in qualche modo. Per me personalmente assolutamente no, ma ci sono tante storie di persone che fanno carte false per costruirsi una vita stabile in Australia.

Diciamo che sono il genere di persona che ama sedersi a tavola con la famiglia a ora di pranzo e che non c’è nessuno stipendio che valga più di questo.

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Rimanendo in tema lavoro, parliamo di una questione molto interessante per gli italiani che stanno decidendo se trasferirsi o meno: quanto guadagni? Qual è stata la paga migliore che hai percepito e quale la peggiore?

La mia esperienza lavorativa è stata piuttosto breve e prevalentemente “casalinga”, capiamoci… per quanto riguarda l’unico lavoro serio e con contratto che ho fatto (cameriera) ero sinceramente sottopagata. Per quanto inizialmente 19 dollari l’ora possano sembrare tanti abituati ai 7/8€ italiani, se dovete viverci non è molto.

C’è da dire che esistono diversi ruoli all’interno dello staff di un ristorante, dal runner che è di solito l’ultimo arrivato, al vero e proprio cameriere che sicuramente viene pagato di più. La mia conoscenza dell’inglese mi avrebbe permesso di fare anche la cameriera, ma al ristorante chiaramente non conveniva. Inoltre so, per sentito dire, che la paga oraria varia anche in base all’età, e un 24enne prende obbligatoriamente più di un 19enne(*), sempre a condizione che il suo inglese sia abbastanza fluente, e in Australia vi troverete a che fare con un inglese che vi farà perdere ogni sicurezza della vostra conoscenza della lingua.

 

* confermo, le paghe dipendono dall’età!

A chi consiglieresti l’Australia e a chi invece raccomanderesti di evitare questo paese come la peste?

L’Australia è un paese adatto a chi si adatta.

È un paese che difficilmente permette la “fuga del weekend”, che ha poche tradizioni, che non conosce paesini caratteristici né grandi esperienze culturali.

È un paese adatto a chi accetta di fare a meno del volo low cost per la capitale europea, a chi è consapevole delle dimensioni spaziali di un paese che è grande come un continente, a chi cerca spiagge desolate e grandi parchi naturali in cui non si incontra anima viva.

È adatta a chi vuole fare un viaggio stupendo in compagnia, e giuro che non mi spiego che tipo di persona possa essere chi riesce ad intraprendere un viaggio in solitaria in un paese del genere. È un paese adatto a chi ha skills, perché se sai fare qualcosa di più articolato del cameriere probabilmente troverai un lavoro soddisfacente.

In ogni caso l’Australia è un paese che non ha bisogno di te, e per permetterti di rimanere ti obbliga a un periodo di “schiavitù” nelle farm, o a metterti sotto “padrone” per 2 anni al fine di ricevere uno sponsor.

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La cosa che ti piace più dell’Australia e quella che proprio non sopporti.

Mi piace la rilassatezza del tipico australiano, che va tranquillamente in giro scalzo, che passa il weekend a fare barbecue e a bere birra con gli amici. Non mi piace l’assenza di interesse per il mondo circostante, perché alla fine l’Australia è un macrosistema a sé, indipendente e volutamente isolato. Non sopporto l’iter necessario per poter costruire una vita in Australia (vedi farm e sponsor) e l’eterno doversi sentire ospite.

E ora veniamo alla classica domanda: torneresti in Italia? Motiva la tua risposta!! Cosa ti manca dell’Italia e cosa proprio non ti mancherà mai?

Vi sto scrivendo da Venezia, dove ho deciso di terminare l’ultima fase di studi universitari. Tra pochi giorni farò un salto a Budapest, e poi a Berlino. Tutto è a portata di 2 ore di volo. A Natale indosserò un maglione pesante, e sicuramente pranzerò in famiglia. Io non posso fare a meno delle mie tradizioni. E lo posso dire con cognizione di causa dopo aver provato a vivere sia in Australia che in Canada. Il mio posto è qui, anche se non farò mai a meno di prendere lo zaino in spalla e partire per conoscere il mondo.

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Altro argomento classico: LE FARM! Raccontaci la tua esperienza. Che consigli daresti a chi ancora deve farle?

Non posso dire nulla a riguardo perché non le ho mai fatte e non ho mai avuto interesse nel farle, proprio perché non avevo assolutamente intenzione di rimanere in Australia.

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Domanda a bruciapelo: dove andare appena arrivati, East o West Coast?

Non conosco la West Coast e grazie al profilo Instagram di Danila ho visto alcuni dei tramonti più spettacolari di sempre. Ma nella mia ignoranza io consiglierei comunque di partire dalla East Coast, anche solo perché è più popolata, e nonostante Sydney, Melbourne e Brisbane siano infinitamente lontane tra loro, una piccola avventura in macchina vi permetterebbe di cambiare domicilio con molta facilità. E dato che l’Australia è la terra dei cambiamenti, dove niente ti lega in un posto, dove c’è una grande facilità di trovare lavoro ovunque si vada, partire dalla costa più verde vi permetterebbe di farvi trascinare dal vento, o anche da un’idea improvvisa tipo “la prossima settimana mi trasferisco”.

Per finire ti chiedo tre consigli a tua scelta per coloro che sono in procinto di trasferirsi in Australia.

  • Seguite il cuore, l’Australia è un’esperienza di vita e forse non durerà per sempre, quindi fate solo ed esclusivamente quello che vi va di fare. Non vi piace un lavoro? Lasciatelo! Ne troverete un altro. Niente vi deve tenere legati.
  • Viaggiate più che potete, l’Australia è povera in città ma ha alcune delle bellezze naturali più esclusive al mondo!
  • Leggete i consigli di Danila sul suo blog se avete le classiche mille domande prima di partire, viaggiate con In viaggio col Tubo su youtube per scoprire i pezzi di Australia che vi incuriosiscono.
  • Non correte in macchina perché le multe arrivano tutte!!!

 

Hai qualche consiglio per Italiani in Australia? Dimmelo in un commento! E non dimenticare di scrivermi se ti va di essere intervistato!

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