piatti tipici romeni ciorba

E’ passato ormai un po’ di tempo dal mio viaggio in Romania on the road eppure mi sono accorta di non avervi ancora parlato dei piatti tipici romeni; quindi, corro subito ai ripari.

Avete mai mangiato carne d’orso? E una zuppa di trippa? (continua a leggere per saperne di più)

Prima di partire per il nostro viaggio alla ricerca dei castelli del conte Vlad, avevo la testa traboccante di nomi dei piatti tipici romeni – complice Francesco che in Romania c’era già stato – mamaliga (Mămăligă), ciorba (ciorbă), cascaval, fasole cu carnati e tanto altro.

Per un’amante della buona cucina e dei piatti super conditi, quale sono, un viaggio in Romania è un ottimo modo per arricchire il bagaglio culinario e mettere alla prova la tenuta dell’apparato digerente!

I piatti tipici della cucina romena sono buonissimi! Scopri cosa mangiare in Romania!

Non c’è stata una singola volta in cui io sia uscita scontenta da un ristorante, una locanda o un bar; a qualsiasi ora del giorno e in qualsiasi luogo, abbiamo trovato ottimi posti dove mangiare (anche in mezzo al nulla, sommersi dalla neve e con un freddo da far paralizzare il viso).

Prima di parlarvi nello specifico dei piatti tipici romeni devo precisare che la cucina romena è tutt’altro che dietetica, abbondano condimenti di origine animale e le pietanze fritte (panza mia fatte capanna!), la buona notizia è che è tutto molto economico!

Vediamo nello specifico 10 piatti tipici romeni:

Mamaliga

Una sorta di polenta, a base ovviamente di farina di mais, la mamaliga è uno dei piatti più celebri della cucina romena e uno dei più presenti (seppur con le sue mille variazioni regionali).

La mamaliga è, infatti, consumata sia come piatto unico – condita con formaggi, sughi, carni o verdure – o come pietanza di accompagnamento alla stregua del pane.

Io l’ho mangiata in entrambi i modi e, anche se generalmente prediligo i piatti più conditi, la mia preferita è la mamaliga con urda (un formaggio a metà tra il primo sale e la ricotta) o con la panna acida!

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Ciorba

La traduzione letteraria è zuppa.

Ma la semplice parola zuppa non può racchiudere il potente turbinio di sapori che ti si scatena in bocca ogni volta che mangi una ciorba.

Ciorba de burta: sicuramente una delle zuppe più particolari che abbia mai assaggiato; sapore intenso e deciso, brodo quasi denso e cubetti di carne super saporita che compaiono qua è la.

Sto parlando della zuppa di trippa.

E non c’è altro da aggiungere.

Ho assaggiato anche la ciorba de pui – pollo – e alcune ciorbe di legumi e posso assicurarvi che erano squisite (e assolutamente mai leggere!).

Spesso le ciorbe sono servite all’interno di rosette di pane perfette da divorare mentre la zuppa sta finendo!

Cascaval Pan

Avete presente quel momento in cui scoprite la più ovvia delle ovvietà ma lo fate con immensa sorpresa?

Ecco, il mio incontro con il cascaval pan si può descrivere solo così.

Cosa è il cascaval pan?

Una grossa fetta di formaggio (cacio cavallo), all’interno di due fette di pane, impastellata e fritta.

Non saprei dire quante ne ho mangiate in una settimana.

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Salam de biscuiti

Ok questo lo conosciamo tutti.

Si fa anche in Italia e forse in mezzo mondo, però ci sta sempre troppo bene.

Il salame di cioccolato e biscotti.

Ho già l’acquolina in bocca.

Mici (o mititei)

I mici sono la versione romena delle nostre salsicce e, anche se come quelle italiane non ne esistono al mondo, devo dire che riescono a tenere testa al nome.

Non solo carne suina ma un misto di carne di manzo, suino e ovino arricchito dalle spezie tipiche della tradizione locale (differenti nelle varie regioni del paese).

Urda

La cucina romena è legatissima ai prodotti della terra e all’allevamento locale e non mancano, poi, i prodotti caseari – sì è una cucina decisamente ricca!

L’urda è una sorta di ricotta, è ottenuta infatti dalla cottura del siero del latte, ma ha un sapore più forte.

La carne d’orso (e non solo)

Non me ne vogliano gli animalisti ma quando l’ho trovata sul menù ero molto curiosa e l’ho fatto: ho ordinato e mangiato della carne d’orso.

Eravamo a Sinaia (al Bucegi Restaurant), fuori nevicava e io stavo morendo di fame; come potevo perdere l’occasione di ordinare una grigliata di carne d’orso e altra cacciaggione?

Il sapore è particolare e intenso, anche grazie alla lunga marinatura necessaria per ammorbidire la carne prima della cottura, ma la consistenza non mi ha fatta impazzire.

In generale comunque la carne romena è ottima.

 

Sarmala (con panna acida)

La prima volta che li ho assaggiati era stato Francesco ad ordinarli e me ne sono innamorata tanto da mangiarli per due giorni di seguito.

Sono degli involtini di verza (o foglia di vite) ripieni di carne, riso e uova. Sono serviti con la panna acida o da soli in bianco.

Tochitura

Dulcis in fundo un piatto che ne include tre.

Se siete sopravvissuti indenni alla digestione di tutti gli altri piatti allora siete pronti per la versione pro dei piatti tipici romeni.

Uno spezzatino di maiale servito con del formaggio di pecora, della mamaliga, le uova e il pomodoro (la quantità di quest’ultimo varia tantissimo, alcune tochiture sono molto sugose, altre sembrano quasi cotte in bianco).

Pastrami

Infine il pastrami, chiedo venia ma questa specialità tipica della romeno non l’ho assaggiata, mi fido dei racconti di Francesco.

Cos’è il pastrami? Un affettato tipo il prosciutto realizzato anche con carne d’orso!

 

Mi scuso per non aver pubblicato altre foto dei piatti che ho provato in prima persona ma non ho l’hard disk italiano con me e questo è tutto ciò che sono riuscita a trovare.

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