Avreste dovuto esserci nel momento in cui iniziavo a scrivere quest’articolo, un minuto prima allungavo il collo prima di gettarmi a capo fitto sulla tastiera del Mac, un attimo dopo urlavo in preda ad una crisi isterica in piedi su una sedia mentre Francesco tentava di uccidere il primo insetto che ha avuto l’ardire di entrare in casa nostra: una mega blatta lunga almeno 5cm. Amen.

Non avevo mica programmato di iniziare così questo post, eppure direi di partire proprio da qui per raccontarmi la mia prima settimana in Australia: inizierò dalla natura, da questo verde e questo blu così intensi e belli da essere parte integrante delle motivazioni che mi hanno spinta su quest’isola per il prossimo anno.

  • Oh my nature: no davvero, wow. Raramente mi è capitato di vedere così tanta natura ad un passo dai grandi centri abitati.

Già dopo i primi minuti fuori dall’aeroporto ho capito che la natura australiana è davvero wild come la descrivono i documentari di National Geographic; la terra rossa costeggia le grandi strade asfaltate alternandosi a grandi spazi verdi, rovi o piantagioni; l’acqua è pressoché onnipresente e ci sono animali ovunque: vicino ai parchi ti chiederanno di fare attenzione ai serpenti, vicino al mare agli squali o ai coccodrilli, in città devi fare in modo che niente entri in casa tua (ragni, blatte, ratti); gabbiani, corvi e altri volatili giganti scorrazzano liberi e ci sono ovunque pubblicità di escursioni in questa o quella riserva per vedere balene, squali, canguri, koala o qualche altro animale visto al massimo in tv per quelli di noi che arrivano dall’emisfero boreale.

Ciò nonostante fino a qui tutto bene.

Non ho ancora avuto una tarantola in casa e non ho visto pinne di squali. Di serpenti neanche l’ombra.

Siamo stati a Cottlesloe Beach e a Coogee Beach e vi giuro che mi è sembrato di tornare ai Caraibi, l’acqua era così bella che, contro ogni pronostico, ho fatto il bagno fuori dal recinto dopo il primo giorno (ok chiamarlo bagno è decisamente troppo ma mi sono immersa fino alla testa).

Temevo che la paura mi avrebbe costretta lontana dall’acqua per mesi e invece spinta da un momento di euforia mi sono tuffata.

 

  • Perth sembra un outlet: lo so, lo so. Perth è una città giovane, cresce di giorno in giorno ed è ben lontana dall’urbanistica tipicamente europea o ancor più italiana.

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E’ tutto molto settoriale: dove ci sono negozi e uffici, ci sono solo negozi e uffici.

Dove ci sono le case, ci sono solo case.

La gente si dà appuntamento al centro commerciale all’interno del quale puoi trovare di tutto e dove tutto è finto, sterile e omologato.

I palazzi sono super nuovi e accozzati gli uni vicino agli altri in modo improbabile; il palazzo in vetro da quaranta piani è abbracciato da una palazzina a finti mattoncini rossi e da un grande magazzino basso ed enorme che sembra un garage.

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E, come se non bastasse, gli australiani provano a sopperire alla mancanza di strutture storiche con riproduzioni piuttosto malriuscite di chiese, colonnati o palazzi antichi.

Nonostante questo la città è piacevole, tranquilla, a misura di persona. Se ti organizzi e prendi confidenza con le strade e capisci come spostarti non dovrai fare a meno di nulla (neanche del parmigiano davvero italiano!).

E cosa importantissima: Perth affaccia sullo Swan River e per tutto il suo percorso fino al mare ci sono piste ciclabili, parchi e riserve naturali. Ovviamente – visto che qui è tutto moderno, civile e ordinato – non mancano le aree per i pic nic (pulitissime anche se ci hanno appena mangiato in 50) o i bagni pubblici iper puliti (nonostante siano appunto pubblici e gratuiti).

Questa zona è così bella che Francesco è riuscito a convincermi a fare circa cinquanta chilometri in due giorni a bordo di una bicicletta – e fidatevi che per me sono tanti, tanti, tanti.

Ultimissima cosa: i tramonti SPACCANO!

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  • Il concetto di andare a piedi qui va a farsi benedire: se chiedi indicazioni per raggiungere un luogo a due chilometri di distanza ti diranno che è “far, far away” e nonostante ci siano ovunque marciapiedi e piste ciclabili queste sono usate esclusivamente per fare sport armati di abbigliamento tecnico e ipod, l’idea di mantenersi in forma seguendo uno stile di vita meno sedentario pare non sfiorarli proprio.

Forse non si spostano a piedi perché è un caldo incredibile – e in questo caso FORSE li capirei – fatto sta che ogni volta che mi incammino a piedi verso il supermercato o verso il lavoro (si ho già un lavoro!) sono sempre l’unica pazza che si sposta su piedi.

 

  • L’alimentazione è un problema: gli australiani non hanno idea di che cosa significhi la parola NUTRIZIONE.

Forse la mia deformazione professionale mi porta a fare particolare attenzione a cosa mangiano gli altri, cosa le persone comprino al supermercato, a quali siano i prodotti più venduti o semplicemente alla corporatura delle persone che incontro.

Fatto sta che tanti, tantissimi australiani sono pesantemente obesi (parlo di BMI superiore al 40), moltissimi altri sono pesantemente in sovrappeso e dei restanti una fetta non troppo consistente è costituita da individui belli, snelli e muscolosi, tipicamente sportivi.

Lo so che per molte donzelle può essere una delusione – lo è stata anche per me ve lo assicuro – ma il mito degli australiani tutti belli, biondi e fighi, possibilmente anche abili surfisti, è solo un mito… mi dispiace!

 

  • Qui il numero di telefono lo scegli te: la primissima cosa che ho fatto quando siamo arrivati a Perth è stata comprare una sim australiana che mi permettesse di chiamare in Italia.

Ascolto tutti i dettagli del piano tariffario, do i miei documenti, i dati del conto e firmo; poi la ragazza della Vodafone mi chiede qualcosa che capisco – in termini linguistici – ma che non riesco proprio ad interpretare “Please choose 5 numbers I can put in yours”.

Che?! Vuoi memorizzare cinque numeri sulla mia sim?! Ho pensato volesse dei numeri per le emergenze ma chiaramente non era questo che intendeva.

La osservavo perplessa e lei era più perplessa di me perché fino a quel momento ci eravamo capite così bene.

Le chiedo di ripetere e mi dice che posso scegliere qualsiasi numero da inserire nel mio, può essere una data di nascita, il numero di un amico o PER RICORDARLO MEGLIO il mio numero italiano.

Aaaaaaaaah ora ho capito.

Ecco, non so voi, ma io non avevo la benché minima idea del fatto che si potesse scegliere il proprio numero di telefono, per me andavano tutti più che bene.

Invece, dovete sapere, che qui il numero di telefono non è un semplice numero, gli addetti ai lavori ci tengono ad assegnarti il numero di telefono più semplice che riescono a trovare sulla base dei cinque numeri da te scelti; vi accorgerete che – anche se a voi non frega niente di quel numero personalizzato – impiegheranno più tempo a trovare il numero perfetto che a fare tutte le altre pratiche.

Devo dire però che il mio numero, oltre a essere quasi uguale a quello italiano, è iper semplice da ricordare!

  • Ho già un lavoro e ne sto cercando altri: dopo la prima settimana di “blocco” per alcune questioni personali giovedì ho iniziato a cercare lavoro a macchinetta, con mucchi di CV consegnati ovunque e spiccatissima “can do attitude” sempre pronta all’attacco mi sono lanciata alla conquista di Fremantle.

Questo accadeva giovedì e io venerdì ero già in prova nel ristorante italiano dove poi sono stata assunta.

Non so voi ma io in Italia non ho MAI trovato lavoro in un giorno, avanti tutta con la ricerca del prossimo; ricordate la regola? Più lavori più viaggia 😀 e se lavoro nuovi viaggi si avvicinano.

  • Da Perth ci siamo spostati a Fremantle: dopo i primi giorni a Perth abbiamo deciso di allontanarci da quell’orda di cemento mal orchestrato in favore di realtà più piccole, raccolte e vivibili ed è così che da qualche giorno siamo a Fremantle…

Vorrei continuare a raccontarvi cose ma ho già scritto un poema che difficilmente qualcuno leggerà da inizio a fine quindi… ci vediamo alla prossima puntata per raccontarvi della nuova vita a Fremantle (che mi piace tanto tanto!).

 

P.S. Se ancora non lo hai fatto iscriviti al mio canale youtube, nuovi video e/o vlog ogni settimana anche per raccontarvi la mia esperienza australiana.

8 COMMENTI

  1. Io sono arrivata alla fine piena di orgoglio!
    Grandi!

    Ed incredibile il fatto che dopo un giorno già ti avessero contattato per farti fare la prova, che differenza enorme!
    Avanti tutta! <3

  2. Mi fai venir voglia di prendere il primo aereo e trasferirmi in Australia *-*
    Dov’è il trabocchetto? Deve esserci 😂😂😂

    P.s. ho trovato utilissima la tua inserzione su come funziona il visto 😎

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