Cara Italia,

non pensavo che sarebbe arrivato così presto il momento di scriverti questa lettera, non credevo sarebbe successo così all’improvviso eppure ormai l’ho capito bene “le cose belle arrivano quando meno te lo aspetti” e non importa quanto meticolosamente ti sia impegnato per programmare ogni fottuto attimo della tua esistenza, la vita arriva, non bussa, si impossessa di te e tu devi seguirla.

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Quante volte ho pensato al momento in cui sarei partita?
Quante volte ho sognato di acquistare quel biglietto di sola andata?
Quante volte ho fantasticato sul posto in cui mi sarei trasferita? O sulle cose che avrei portato con me?

E poi, BOOM.

Quel momento è arrivato e anche se è una vita che lo programmo e lo voglio non sono pronta o meglio lo sono ma…
Si c’è un MA, c’è sempre un ma.
Sono in partenza, siamo in partenza.

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Stringo tra le mani una serie di biglietti di sola andata che nelle prossime settimane mi porteranno a destinazione, ci condurranno alla nostra nuova casa per un po’.

No, non andiamo in Erasmus.
No, nessuno dei due ha ricevuto una proposta di lavoro irrinunciabile dall’altra parte del mondo.

Questa è una scelta frutto di due vite straripanti di ordinaria follia, è una scelta di amore reciproco, di amore per noi stessi, di amore per la vita che va vissuta in ogni sua sfumatura, una vita che dobbiamo vivere ora che abbiamo l’energia per farlo senza dover aspettare “il momento adatto”.

Non esiste il momento giusto inteso come un’età specifica o una condizione lavorativa.

L’unico momento giusto che riesco a concepire è il momento della felicità.

E a noi questa scelta rende maledettamente felici.

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Quindi, mentre voi leggete questo articolo, noi stiamo sorvolando l’Asia destinazione Kuala Lumpur dove ci fermeremo qualche ora prima di ripartire.

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Ma per arrivare dove?

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in Australia!

Eh si… è qui che stiamo andando, ci trasferiamo in Australia; se mi seguite sui social ormai lo sapete e non sarete affatto sorpresi.

Mentre lo scrivo piango, quando rileggo piango e quando partirò, piangerò lo so.

Perché è qualcosa di immensamente grande e bello.

E’ qualcosa che volevo fare da così tanto tempo.

Cambiare tutto, cambiare stile di vita, lavoro, paese, lingua.

Cambiare tutto.

Lasciare tutto… e tutti, purtroppo.

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Parto con il cuore lacerato… Con la faccia in lacrime di mia sorella che nel momento in cui ha intuito quello che le stavo per dire ha iniziato a far finta di niente e non volerne più parlare; parto sapendo di farle del male a lasciarla sola ma spero che il mio andare sista ti faccia capire che non hai radici, non hai obblighi con il tempo e lo spazio, sei solo tu e la tua felicità, puoi fare qualsiasi cosa tu voglia quando vuoi.
Ti voglio bene scimmietta mia e te ne vorrò per sempre.

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Parto lasciando il caldo abbraccio di mia madre che è la donna più importante della mia vita e che “mi lascia andare” perché mi ama, ma, se potesse, brucerebbe il mio passaporto e mi terrebbe nel raggio di 100 km da casa per essere sempre sicura che io stia bene.

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Parto dopo aver ricucito un brandello di rapporto con mio padre forse proprio grazie alla partenza e alla prospettiva della lontananza; parto con la certezza che mia madre e mia sorella sono in buone mani mentre io non ci sono e per questo non ringrazierò mai abbastanza Stefano e Marco.

Parto dopo aver rivisto, nel giro di un mese, tutte le persone a cui voglio bene, tutti i miei amici che mi mancheranno tantissimo anche se già in Italia non ci vedievamo tutti i giorni.

Parto dopo essere tornata nella mia Londra, la città dove è iniziato tutto.
La città che mi ha fatto capire che il mio destino è il viaggio, che la mia felicità è il viaggio e che mi continua a far sperare che un giorno il viaggio potrà essere anche il mio lavoro.

Parto con in corpo entusiasmo e malinconia in egual misura, con l’ansia che vuole lasciare spazio alla voglia di fare, con l’emozione alle stelle e soprattutto parto SENZA RIMPIANTI.

Si apre un nuovo capitolo della mia vita e io sono così felice di iniziare a scriverlo…

Tra qualche mese compirò 25 anni e mi sembra di aver spento le candeline dei 18 anni solo ieri, il tempo ci sbeffeggia di continuo e io non voglio lasciarlo andare, quindi zaino in spalla e si va…

 

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8 COMMENTI

  1. È stranissimo e anche molto commovente per me leggere questo tuo post. Sono partita anche io per l’Australia, poco tempo prima di compiere 25 anni, facendo una scelta dolorosa da una parte, entusiasmante ed assolutamente necessaria dall’altra. Ricordo ancora come mi sentivo al momento di partire, ricordo ancora la faccia dei miei genitori e gli abbracci dei miei fratelli e dei miei amici. Partivo completamente sola, e 5 mesi fa la storia si è ripetuta con la Nuova Zelanda, anche se ora non sono sola.
    Insomma, è solo per dirti che capisco ogni tua parola e immagino molto vividamente ogni tua emozione in questo momento. Sono sicura che sarà un’esperienza unica, vivila al 100%! 🙂

    • Posso immaginare come sia rivivere certe emozioni… non scherzo dicendo che i giorni prepartenza sono stati tra i più brutti della mia vita: irritabile, nervosa, lacrime continue, entusiasmo, gioia paura. Poi quando sono arrivata è svanito tutto e sembra tutto bellissimo

  2. Tu, piccola GRANDE Donna! <3
    Inutile dirti che ti seguo visto che i nostri cammini si sono intrecciati anche solo da lontano e spero , quando tornerai , di riuscire a consolidare questa bella amicizia che sta nascendo!
    In bocca al lupo per tutto a voi che siete coraggiosi e affrontate la vita a testa alta!

    Un abbraccio!

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