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Sono arrivata a Phnom Penh in un pomeriggio caldo e appiccicoso di inizio maggio, uno di quei giorni in cui il sole è nascosto sotto una sottile coltre di nuvole grigie e c’è un’afa da togliere il respiro.

Arrivavo a Phnom Penh con la speranza di trovare un’altra Bangkok sebbene più piccola e meno famosa, mi aspettavo una città caotica, piena, con un mega skyline e sì, anche un sacco d’afa.

Forse ora penserete che Phnom Penh non mi sia piaciuta, tutt’altro! è una città che mi ha insegnato molto, mi ha permesso di conoscere dal vivo la parte più tragica e cruenta della storia cambogiana, è una città che mi ha dato la piena percezione di tutto quello che è stato.

E poi Phnom Penh non è solo massacri e ricordi, è una città che si lancia al futuro, una città giovane abitata da giovani ma ancora vicina alle antiche tradizioni.

 

 5 cose da vedere a Phnom Penh?

  • Il Russian Market: questo è forse il luogo che più ho amato a Phnom Penh, il classico mercato asiatico pieno di ogni cosa possa passarvi per la testa: frutta, verdura, spezie, abiti tradizionali, pesce, banchetti dove mangiare, borse, tappeti, te, artigiani a lavoro e souvenir… davvero ogni cosa e a prezzi bassissimi – questo aspetto dell’Asia è imbattibile, spendendo l’equivalente del prezzo di un nostro paio di jeans in un mercato asiatico, si rischia di dover comprare un bagaglio in più per il ritorno!Se anche lo shopping non è tra le vostre priorità vi consiglio il Russian Market per pranzare e fare un giro tra le bancarelle degli artigiani.

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  • Tuol Sleng Genocide Museum o S-21: uno di quei luoghi che può rovinarti la giornata, guastarti l’umore e farti perdere ancora un briciolo di fiducia nell’umanità tanto sono forti le immagini, i racconti e le testimonianze di ciò che avveniva all’interno di quelle stanze soltanto 40 anni fa!S-21 era in origine una scuola e dal 1975, con l’avvento dei khmer rossi, è diventata una delle prigioni simbolo delle crudeltà inflitte da Pol Pot e i suoi seguaci al loro stesso popolo!Il momento più toccante è arrivato all’uscita quando alla nostra destra abbiamo trovato un tavolo su cui era poggiato un signore ormai molto anziano, era uno dei pochi superstiti alla prigione ancora in vita.Non sono riuscita a chiedergli una foto e neanche a scattarne all’interno della scuola, non sono riuscita a catturare in uno solo scatto il dolore e l’atmosfera che si sentono in quelle celle.

 

  • I killing fields: anche questo un luogo che non si può visitate con leggerezza o fretta, qui per la prima volta in vita mia ho pianto in un “museo”, ascoltare la voce dell’audio guida mentre si calpesta un terreno da dove spuntano ossa umane può lacerare l’anima.Sotto i tuoi piedi ci sono ancora i resti di migliaia di persone che in quei luoghi trovarono una morte cruenta e ingiusta dopo mesi di sofferenze e soprusi di ogni tipo.

 

  • Royal Palace: per quanto meno sfavillante del palazzo reale di Bangkok, il Royal Palace di Phnom Penh merita una visita; come si può percepire a pieno lo spirito di una città asiatica senza visitare qualche pagoda?

 

  • Sisowath Quay: il luogo perfetto per cogliere l’anima moderna e vibrante di Phnom Penh, Sisowath Quay è un lungo viale che nasce nel punto di incontro tra il Mekong e il Tonle Sap River.E’ il luogo perfetto per un aperitivo in terrazza con vista sui templi e sul fiume o per una cena cambogiana rigorosamente low cost.

 

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Phnom Penh – info utili per la visita

  • Dove dormire a Phnom Penh? 

Sebbene come in ogni altra città asiatica sia pieno zeppo di hotel a basso costo vi consiglio caldamente di sceglierne uno con la piscina, nelle ore centrali del giorno è davvero troppo caldo per fare qualsiasi altra cosa.Noi abbiamo scelto il The Blue Corner Boutique Hotel: hotel centrale, pulito, personale gentilissimo, piscina piccola ma tranquilla e colazione molto abbondante; due notti in camera doppia 50 dollari.

  • Per visitare i Killing Fields è necessario prendere un mezzo:

Prendete accordi con un remork driver (i tuk tuk in versione cambogiana) che vi proporrà un itinerario giornaliero di partenza e potrete concordare le singole tappe in base alle vostre preferenze; noi abbiamo scelto di vedere i Killing Fields, la prigione S-21 e il Russian Market avendo già visto il giorno precedente il Royal Palace – costo circa 30 dollari al giorno in due.

  • Se siete alla ricerca di un po’ di vita mondana Phnom Penh è il posto giusto: la città pullula di reggae bar, discoteche in terrazza e locali dove prendere qualcosa da bere ascoltando un po’ di musica dal vivo; quando sarete vi troverete circondati da locandine con su scritto “happy pizza” o “super party on the rooftop” sarete arrivati.La cosa più buffa del viaggio ci è capitata proprio vicino uno di questi locali: due guidatori di remork hanno provato a venderci, con nostro enorme stupore, della blue math – si proprio quella di Breaking Bad – non sto neanche a precisarvi che abbiamo declinato l’offerta con una fragorosa risata e abbiamo iniziato a parlare di Walt e Jessy.

 

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