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Buon giorno amici lettori, nel post di oggi torniamo indietro nel tempo e facciamo una scorpacciata di arte classica ad Atene, capitale della Grecia.

Forse non vi ho mai detto che ai tempi del liceo sono stata una studentessa modello di greco antico, un vero portento delle declinazioni e dei paradigmi… se non lo sapevate, tranquilli, è solo perchè non è vero!

Scherzi a parte, ho studiato per cinque lunghi anni il greco antico, innamorandomi della sua letteratura e odiando in modo viscerale tutto ci che concerne versioni e traduzioni, arrancando verso un 6= come fosse un’oasi in mezzo al deserto più arido.

Come potevo non andare ad Atene dopo averla sentita nominare praticamente ogni giorno per cinque lunghissimi anni?
Come potevo non salire in cima all’antica acropoli per toccare con mano il famoso Partenone di cui avevo avuto un assaggio alla National Gallery di Londra?

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Il fato ha voluto che quando abbiamo organizzato il nostro viaggio in Turchia e Grecia, non ci fossero soluzioni aree più economiche di un ritorno da Atene, non potevamo continuare ad aspettare e rimandare: l’antica acropoli aspettava solo noi!

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Siamo arrivati ad Atene da Kos in nave navigando il mediterraneo durante la notte con i nostri posti rigorosamente sul ponte e i grandi zaini sulle spalle.

Arrivata al porto non sapevo cosa aspettarmi da questa città, succede sempre così quando ho troppe aspettative per un posto, me la immagino esattamente come la ho vista fino a quel momento nelle tante foto sul web e poi puff la realtà è diversa e la delusione è dietro l’angolo.
Mi ero costruita delle aspettative giganti, delle pretese surreali e d’altra epoca; forse non mi sarei stupita troppo a trovare gente in toga bianca e corone d’alloro intorno alla testa; in realtà però mi sono meravigliata nel trovare una città povera, poverissima, così povera come non pensavo una città europea potesse essere.

Non sono abituata a vedere solo luoghi belli e patinati, anzi preferisco di gran lunga i posti più autentici, genuini e meno pretenziosi ma Atene non me la aspettavo così.
Avevo già visitato Lisbona in piena crisi economica e mi ero preparata ad una situazione simile anche in Grecia, quello che però ho trovato andava oltre ciò che potevo immaginare.

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Mi aspettavo di trovare una città pulita, moderna, all’avanguardia, una città ricca di cultura e storia, legata con un filo invisibile al suo antico splendore, ai fasti della cultura classica.

Come è realmente Atene?

Dopo una visita all’antica Acropoli, che da sola vale una fermata in città seppur rapida, abbiamo deciso di concederci un pò di shopping durante i saldi nelle principali vie del centro.

Il centro cittadino si articola intorno a Piazza Syntagma dominata dal Parlamento più semplice e modesto mai visto con le sue serrande color sabbia; al lato opposto le grande vie dei negozi con le vetrine coperte di pubblicità che annunciavano sconti fino al 90% (mai visti altrove!).

Inutile precisare che in un paio d’ore avevamo tutti le mani piene di buste di ogni forma e colore, colme della più grande quantità di shopping fatto in vita mia in un solo colpo, con meno di 200 euro mi ero rifatta tutto il guardaroba, come potevo immaginare che di li a poco mi sarei vergognata di tanta “opulenza“?

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Basta spostarsi leggermente fuori le vie principali che lo scenario cambia radicalmente, la maggior parte delle attività aveva la saracinesca abbassata e il cartello affittasi o vendesi affisso sopra, c’era chi rovistava nei cassonetti alla ricerca di qualcosa da mangiare o indossare, altri facevano la doccia nelle fontane, altri giacevano in terra chiedendo l’elemosina e tanti altri zoppicavano in giro ormai mutilati dalla Sisa (droga potente ed super economica che in tempo di crisi spopola tra i meno abbienti e che ha fatto ad Atene decine di vittime).

Agli angoli dei marciapiedi tantissimi uomini che contrabbandavano cellulari palesemente rubati a cifre irrisorie, blocchi di città completamente gestiti da cinesi, pakistani o nord africani dove non abbiamo neanche avuto il coraggio di entrare tante erano le occhiate alle buste stracolme (mi dovete perdonate se non ho avuto la temerarietà di documentare il tutto).

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L’unica sera trascorsa ad Atene siamo stati in un grande centro commerciale, punto di ritrovo di tanti ragazzi del posto e testimonianza del rapido cambiamento economico che ha colpito la capitale greca, città che a detta di molti si presentava nettamente differente non più di dieci anni fa.

Tuttavia come ho scritto all’inizio vale la pena di andare ad Atene anche solo per visitare l’antica acropoli e magari ripartire il giorno successivo alla volta delle acque cristalline delle isole greche!

Il titolo riassume tutto ciò alla perfezione:

Atene: fascino antico, disperazione moderna. Un giorno può bastare.

Ovviamente tutto ciò che è scritto in questo post riporta la mia personale esperienza e sarei ben felice di leggere opinioni discordanti basate su esperienze opposte 🙂

INFO UTILI:

  • L’ingresso all’Acropoli comprensivo di museo della storia greca ha un costo di 12 euro e validità settimanale; gli studenti dell’unione europea entrano gratis previa presentazione della carta dello studente (che ovviamente noi non avevamo!), i giornalisti entrano gratis; gli anziano sopra i 65 anni e gli studenti extra EU hanno uno sconto del 50%.
  • L’Acropoli è generalmente aperta ogni giorno dalle 8 alle 18.30, tuttavia in estate spesso rimane aperta fino a tarda sera.

Vi abbraccio, Danila.

 

6 COMMENTI

    • Tesoro ciao, se non ti affascina forse è perchè hai capito come è davvero!
      Sarà che è una città di "porto", non lo so ma purtroppo non posso dire che è affascinante, no.

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