marocchini-marocco

 

Ho aspettato tantissimo prima di parlare di questo aspetto del mio viaggio in Marocco per paura di poter essere fraintesa o addirittura additata come superficiale o peggio, razzista ma devo raccontare perchè non mi sono trovata bene con i marocchini.
Quando visiti un posto, il luogo in sè non è il 100% del viaggio, un ruolo importante è rivestito dal clima, dal cibo e soprattutto dalla gente del posto, i local.
Se si visita un luogo dove si entra in sintonia con i local il gioco è fatto, ogni azione prenderà una piega nuova, tutto sembrerà più bello e un improvviso ottimismo si impossesserà di voi.
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Ecco, in Marocco,  questa agognata sintonia non è scatta assolutamente.
Dal primo momento che abbiamo messo piede nel paese è iniziata una rocambolesca corsa ad ostacoli tra fregature di ogni sorta, dal prezzo maggiorato sui taxi, alle richieste di denaro spropositate per un giro nel suq, passando per i prezzi delle spezie, dei tappeti e chi più ne ha più ne metta.
Il punto è che in Marocco dovrete trattare il prezzo su qualsiasi cosa e le trattative a volte sono veramente estenuanti, che quasi ti viene voglia di farti fregare i soldi e ciao.
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Sono partita per il Marocco consapevole di tutti gli accorgimenti che avrei dovuto tenere a mente in materia di abbigliamento e atteggiamenti ma nessuno mi aveva preparata sul modo di essere e comportarsi dei marocchini.
Quando siamo atterrati a Marrakech era mattina inoltrata e il sole picchiava alto nel cielo, la temperatura toccava i 40° e noi avevamo trascorso la notte precedente tra le strade di Barcellona e i divani del suo aeroporto; in queste condizioni abbiamo preso un taxi senza troppo trattare il prezzo pur consapevoli che avremmo potuto pagare quasi la metà.
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Leggermente sfiduciati siamo scesi da quel taxi diretti al nostro riad, distante solo qualche centinaio di metri.
Neanche il tempo di mettere piede nelle strade di Marrakech che decine di sedicenti guide turistiche si sono precipitate verso di noi pronte ad offrirci servizi di ogni genere, dalla notte nel deserto, al ristorante di un amico, al riad di un fratello, passando per l’appioppo di ogni prodotto tipico disponibile.
Uscire vivi – o liberi – da questi attacchi è pressoché impossibile e ci siamo presto trovati a seguire un uomo sui 40 anni che prometteva di farci fare un breve tour di Marrakech fino a condurci al nostro riad, a suo, dire dall’altra parte della città vecchia.
Nonostante lo scetticismo iniziale abbiamo deciso di fidarci di quel tizio e seguirlo.
Risultato?
Dopo una ventina di minuti mi sono accorta di essere passata nella stessa via per la terza volta e di non esserci allontanati affatto dal punto di partenza; facciamo notare la cosa all’uomo che, indignato, inizia a chiedere a gran voce 40 euro per il lavoro svolto.
Ovviamente non ha ricevuto un soldo e, con il senno di poi, sono grata a quest’uomo per averci aperto gli occhi sulle situazioni in cui avremmo potuto incappare se non avessimo fatto molta attenzione.
Mi piacerebbe raccontarvi che questo è stato l’unico episodio sui generis ma purtroppo mentirei…
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Appena arrivati a Fez abbiamo avuto l’ennesimo dibattito abbastanza acceso con un tassista che, ovviamente, chiedeva una cifra spropositata per il trasporto.
Quel che ancora non sapevamo è che la vera opera di stalking sarebbe iniziata una volta giunti in hotel: siamo stati infatti avvicinati immediatamente da un ragazzo della nostra età che si offriva – ovviamente – come guida turistica.
Dopo aver provato a spiegare che non eravamo interessati siamo andati per la nostra strada convinti di non vedere più il ragazzo che, invece, OGNI MATTINA e OGNI SERA ci aspettava all’uscita dell’hotel pronto ad offrire per l’ennesima volta lo stesso servizio già rifiutato.
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Per quanto consapevole che questa è la MIA personale esperienza in Marocco, sono altrettanto consapevole che tutto ciò non dipende dal caso ne dalla sfortuna ma semplicemente dal loro modo di fare.L’apice della follia è stato raggiunto quando questo ragazzo, insistente, spocchioso e anche piuttosto prepotente, ha notato che giravamo nei dintorni dell’hotel con due ragazzi, sempre marocchini, che, a differenza sua, si erano mostrati gentili e tranquilli, tanto da stare con loro per due giorni; abbiamo dovuto sopportare urla e insulti dal ragazzo e da alcuni suoi amici perchè “non eravamo stati corretti con lui”.
Quando i ragazzi marocchini scorgono un turista sprovvisto di guida hanno gli occhi che brillano convinti come sono del nostro essere ricchissimi semplicemente perchè europei.
Il Marocco è un paese bellissimo, ricco di natura, di colori, geometrie perfette e bancarelle in ogni dove; è un paese bellissimo da vedere e da fotografare ma piuttosto difficile da vivere, soprattutto senza qualcuno del posto sempre pronto a intervenire.
Tornerò sicuramente in Marocco, ne sono certa, ma al momento l’idea di essere letteralmente perseguitata non è granchè allettante e preferisco continuare a tornare in Asia dove le persone sono sorridenti e amorevoli.
E voi siete mai stati in Marocco?
Quali sono le vostre idee a riguardo?
NB: se avete intenzione di visitare il Marocco ecco il mio itinerario rigorosamente low cost.
Vi abbraccio, Danila.

 

11 COMMENTI

  1. io non sono mai stata in Marocco (ancora no, sigh), ma mi ritrovo molto in quello che hai scritto se ripenso all'Egitto.
    Complimenti, non è facile essere critici con eleganza. Tu l'hai fatto benissimo 🙂
    E son cose che vanno raccontate. Vanno bene le cose belle, ma anche quelle spiacevoli.

  2. Sono d'accordo con Manuela, bisogna raccontare tutto!
    Non ci sono ancora stata in Marocco ma voglio andarci da quando ho letto alcuni post in vari blog… anche se l'insistenza non è mai piacevole!!
    I due ragazzi li avete comunque conosciuti sul posto? (quelli in foto?)

    • Ciao Vale, grazie mille per essere passata 🙂
      Già avrei voluto aver letto qualcosa di simile prima di partire almeno sarei stata pronta a tutto… Va beh la prossima volta che andrò non mi faccio fregare ihih

  3. Purtroppo Fez e Marrakesch oltre ad essere delle assolute meraviglie sono anche le due città più turistiche del Marocco e quelle dove lo stalking da parte di venditori e sedicenti guide è più ossessivo. Io ho girato in auto per un paio di settimane abbondanti e a parte il fatto che non c'è verso di parcheggiare senza dover pagare qualcuno che poi ti mette un biglietto sotto il tergicristallo (però forse erano tutti più o meno ufficiali perché avevano la pettorina e facevano dei turni in modo che il controllo non venisse mai meno), nemmeno nei paesini di montagna, per il resto in qualsiasi altra città, anche Meknes, Rabat o Casablanca, questo fastidio era pressoché inesistente e ho potuto constatare come i marocchini siano davvero brava gente.

    • Ciao Alessio,
      Grazie mille per essere passato di qui e avermi raccontato la tua esperienza, il confronto é fondamentale 🙂

      Già Fez e Marrakech pagano lo scotto della loro notorietà però nonostante tutto restano meravigliose da vedere.
      La prossima volta che tornerò probabilmente proverò un on the road, come te, speriamo bene!

      Danila.

  4. Ciao, leggo questo post ad un anno del mio viaggio in Marocco e non posso che essere d’accordo: anche io ho amato i paesaggi e le atmosfere marocchine ma, al contrario, ho avuto difficoltà a rapportarmi con la popolazione locale.
    Marrakech era bellissima ma le persone… Non hanno fatto altro che tentare raggiri nei nostri confronti. Per loro noi siamo “dollari che camminano”, ogni tentativo di approccio era un modo per estorcere denaro.
    Stessa storia a Fes: abbiamo passato una mattina (circa due ore e mezza) con una persona che ci ha seguito tutto il tempo per farci da guida quando noi non volevamo; siamo stati chiari fin dall’inizio e lui non ha preso un euro, ma la seccatura è stata notevole.
    Fuori dalle città più famose è un altra storia ma, mi dispiace dirlo, non sono mai riuscito a rilassarmi con le persone.

    • Ciao Davide, mi dispiace che anche la tua esperienza non sia stata del tutto positiva.
      Sono tornata a Marrakech qualche mese fa e devo dire che è andata molto molto meglio; non bisogna avere timore a dire molti NO o ad ignorare i maleducati.
      Riprova, magari andrà meglio!

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