Living room

Buon giorno a tutti, con il post di oggi non parlerò di viaggi ma proverò a raccontarvi di come passo dopo passo mi sto convertendo all’ottimismo estremo anche quando non sono in viaggio, ne sto aspettando arrivi il prossimo.

Potrei dire che sono semplici spunti per sopravvivere al tedio della quotidianità e per far correre veloci le giornate scandite dai nostri doveri, qualsiasi essi siano.
Non ho la presunzione di pensare che grazie a queste poche righe la vita di qualcuno cambierà, semplicemente a volte abbiamo bisogno che sia qualcun altro a ricordarci cose che già conosciamo.

Da dove iniziare con l’ottimismo se non dal buon giorno?
Per dare il giusto inizio alla giornata é per me fondamentale l’imprinting dalle prime immagini che metterò a fuoco, la mia camera da letto é per questo motivo una sorta di scrigno per preziosi ricordi e sogni speranzosi.
Ogni angolo di essa ospita oggetti o foto alla cui vista non posso fare altro che sorridere.

Negli ultimi quattro anni ho cambiato casa, e quindi camera, ben quattro volte senza mai essere pienamente soddisfatta dell’arredamento come lo sono ora.

Appena sveglia dopo aver gioito alla vista del mio amore acciambellato attorno a me, lo sguardo si posa sulla scratch map, l’oggetto che in un secondo riporta alla mente tutti i viaggi fatti fino ad ora.
Mi basta spostare lo sguardo di qualche centimetro per viaggiare con la maxi mappa di Michael Thomsett che mi suggerisce ancora mille mete da scoprire.

My bedroom

Un’altra piccola rotazione del capo e posso contemplare il muro della felicità dove sono appese le foto più belle dei diversi viaggi… É impressionante come lo stesso muro diventi il muro del pianto nei momenti di nostalgia!
Quando finalmente mi alzo e mi guardo allo specchio vedo riflessa la schermata delle partenze dell’aeroporto ed é inevitabile scorgere un sorriso genuinamente beato che si fa spazio sul mio volto assonnato.

My bedroom

My bedroom

Sorrido e mi ricordo del perché faccio tutto questo, perché ogni giorno mi stampo un bel sorriso in viso e vado a lavorare.
Non é importante la condizione economica o sociale in cui viviamo, ë importante che ognuno di noi capisca perché vive in quel modo.

Nulla é così senza una causa prima e siamo noi gli artefici della nostra felicità.
Quindi correre a cercare dentro di voi quel qualcosa che vi rende incondizionatamente felici e provate a ricordarvene ogni mattina appena svegli.

Details.

Vi abbraccio, Danila .

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