* Oggi vi porto ad Essaouira, un paesino sulla costa del Marocco *
In questi giorni di noia fermamente scandagliati dallo scroscio della pioggia, il mio hard disk interiore è piuttosto sollecitato per far riaffiorare ricordi sparsi ma dettagliati dei viaggi passati, in particolar modo mi sforzo di ricordare le minuzie del mio primo viaggio, quello che mi ha portata a compiere i primi passi sul continente africano, il viaggio in Marocco di cui vi avevo parlato qui.
essaouira
Mi sforzo primo tra tutto di percepire il calore avvolgente delle temperatura marocchina che ti accompagna da mattina a sera.
Il mio naso messo k.o. dall’influenza pagherebbe per essere circondato dall’odore pungente delle spezie, vorrei poter rivedere il bastione di Essaouira sorvolato da stormi di gabbiani e lambito dalle acque dell’oceano.
Essaouira è una città fortificata eretta nel 18esimo secolo, anticamente battezzata con il nome di Mogador, ospita da sempre un importante porto di collegamento con l’Europa e il resto dell’Africa.
Ancora perfettamente visibile, la cinta muraria conferisce alla città un fare imponente, solenne.
Vorrei poter varcare la porta della medina di Essaouria, fare un giro nel suq prima di mangiare pesce fresco fino ad esplodere al “Fish Market“.
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Ovviamente, come è consuetudine da queste parti, si deve trattare sul prezzo!

La contrattazione è partita da 30 euro e si è conclusa in breve tempo a 12 euro.

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Contrattare sarà la parola d’ordine per chiunque voglia addentrarsi nel mercato locale e acquistare più di un semplice souvenir senza subire un vero e proprio furto se paragonato al prezzo che pagherebbe per lo stesso oggetto qualcuno del luogo.
Dalla mia esperienza posso dire che di solito il ribasso è del 50% o più… a voi la sfida!
Come ho accennato ad Essaouira c’è il mare e non un mare qualsiasi bensì l’Oceano Atlantico che io fino a quel momento non avevo mai visto.
Non ho fatto il bagno sia per il colore davvero poco invitante dell’acqua che per la temperatura poco rassicurante, ma ero al mare e c’era il sole quindi il resto non contava.
Pur non essendo una nota meta balneare il servizio spiaggia è estremamente efficiente, i ragazzi che se ne occupano sono organizzatissimi, per pochi euro al giorno è possibile noleggiare ombrellone e lettini ben distanziati dalle persone vicine.
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Come potrete immaginare in spiaggia le donne in costume da bagno non abbondano quindi vi consiglio di non essere troppo appariscenti per evitare spiacevoli imprevisti.
Devo essere sincera, questa cosa mi ha infastidita e non in quanto critica spiccia nei confronti di un’altra cultura; onestamente non ci vedo nulla di culturalmente ammirabile nel vedere una giovane donna bardata fino alle orecchie mentre porta i propri figli in spiaggia.
Trovo orribile che sulle suddette spiagge si possano scorgere solo bambini che giocano a calcio e zero, sottolineo zero, bambine e ragazze della stessa età.
Possibile che alle bambine-ragazze non sia concessa la possibilità di andare in spiaggia?

Ho provato a chiedere a dei ragazzi della mia età cosa ne pensavano ma con fare a metà tra il fiero e lo sconsolato mi hanno risposto che da loro è così e basta.

D’altronde quando si viaggia si impara spesso a proprie spese che non c’è niente di più vero dell’antico proverbio “paese che vai, usanze che trovi” e quindi la risposta “è così e basta” è diventata per me esaustiva.
essaouira

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