Buon lunedì a tutti,
Oggi vi porto virtualmente nella cittá più a nord che abbia mai visitato, una cittá che sto ancora imparando a scoprire.
Sono stata ad Amsterdam per la prima volta nel luglio del 2011 in occasione del viaggio di maturità che ci portati prima a Londra insieme ai nostri amici Ilaria e Lorenzo e poi da soli in Olanda.
Dopo cinque giorni li avevo giurato che non ci avrei più messo piede per nessun motivo al mondo, eppure a settembre di due anni dopo ero di nuovo a Piazza Dam per esaudire il desiderio della mia sorellina appena diciottenne, come potevo deluderla?

Lei è Arianna, o meglio: la mia scimmietta.

Ripensando a freddo alle due visite, mi pento di non aver apprezzato la Venezia del Nord sin  da principio; purtroppo, però, é più forte di me: quando piove e fa freddo, a maggior ragione se siamo a luglio, non c’è niente che possa piacermi. La meteoropatica che è in me prende il sopravvento.
Quando ci sono tornata non era caldo, assolutamente, ma ero più preparata e non ho sofferto lo sbalzo termico riuscendo a godere della bellezza della città.

 

Ho scoperto che l’architettura che la caratterizza mi piace da morire, casette basse e strette dai colori tenui che si affacciano fiere sui canali, non buie è grigie come il ricordo mi suggeriva; le mille biciclette che sbucavano da ogni vicolo facendomi sobbalzare mi hanno fatta sorridere anziché innervosire.
Ricordo con un mega sorriso il mercato dei fiori Singel (Bloemenmarkt) e le migliaia di biciclette accatastate al parcheggio della stazione.

 

Mi tornano in mente i tanti cappuccini Starbucks sempre in mano nel tentativo di scaldarmi, e i quintali di schifezze ingurgitati ad ogni ora, ripenso alle tante persone arrampicate sulla scritta I AM AMSTERDAM come fossero scimmiette, sorrido furbetta al ricordo dei coffee shop con le loro mille delizie e rimpiango di non aver ancora potuto visitare il museo di Van Gogh a causa della lunghissima fila sotto la pioggia.
Ricordo di essermi divertita come fossi una bambina durante la visita all’Artis Zoo e mai dimenticherò i chili di costolette (ribs) “AllYouCanEat” cosparse di uno spesso strato di salsa barbecue.

 

Ma se poi mi soffermo a pensare cosa consiglierei di vedere in città, o dove andare a colpo sicuro ecco il buio.
E’ proprio vero che ci sono città dove ci si sente a casa dopo pochi secondi e città che non si conoscono neanche dopo più visite.
So che questa città così diversa dalle altre capitali europee non mi ha ancora dato il massimo, non ci siamo ancora incontrate al momento giusto.
Come immaginerete però non mi do per vinta e quindi in primavera tornerò ad Amsterdam nella speranza di trovare il sole e per poter vedere la fioritura dei tulipani, uno dei miei fiori preferiti.
Chissà… Magari questa volta saremo sulla stessa lunghezza d’onda e finirà questa lotta tra amore e odio.

Vi abbraccio, Danila.

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