las vegas

Dopo aver letto il commento di Debora e dopo averne parlato sabato con Marika, mi sono resa conto di non aver ancora toccato l’argomento Las Vegas sul blog; qui vi avevo promesso un post a riguardo e quindi eccolo.

Esordisco con questa foto che mi ritrae felice e contenta per rassicurarvi, a seguito di quanto leggerete, sullo stato della mia permanenza li.

UN GIORNO A LAS VEGAS – LA MIA ESPERIENZA

La città di Las Vegas sorge, per chi ancora non ne fosse a conoscenza, nel bel mezzo del deserto del Nevada a circa quattro ore d’auto da Los Angeles.

Universalmente conosciuta come meta del divertimento, Las Vegas suscitava in me una curiosità piuttosto scettica, un po per il pacchiano che contraddistingue la sua architettura, un po per il carattere dei pochi reportage visti a riguardo.

Nonostante ciò, arrivati ad un’ora dalla città non potevamo non concederci una breve sosta per testare il tutto personalmente.

La prima cosa che salta all’occhio, ancor prima di arrivare, è la possibilità di fare il nababbo della situazione prenotando una suite immensa, con tanto di terrazzo privato alla cifra di 80€. Non che siamo degli amanti del lusso, anzi, ma per 10€ di differenza rispetto ad un normale motel, si può fare!

Siamo quindi partiti dalla Death Valley destinazione suite al decimo piano dell’hotel Signature by MGM.

 

las vegas
Capita l’antifona, abbiamo abbandonato lo spirito puramente naturalistico che ci aveva accompagnati fino a quel momento e siamo entrati in modalità “rock the night” o “go wild” (queste le espressioni che mi sono sentita ripetere più spesso nelle diciotto ore in città).Capita l’antifona, abbiamo abbandonato lo spirito puramente naturalistico che ci aveva accompagnati fino a quel momento e siamo entrati in modalità “rock the night” o “go wild” (queste le espressioni che mi sono sentita ripetere più spesso nelle diciotto ore in città).Capita l’antifona, abbiamo abbandonato lo spirito puramente naturalistico che ci aveva accompagnati fino a quel momento e siamo entrati in modalità “rock the night” o “go wild” (queste le espressioni che mi sono sentita ripetere più spesso nelle diciotto ore in città).Inutile dirvi che la delusione, o meglio la conferma del mio timore, si è concretizzata non appena abbiamo messo piede in città: luci ovunque, insegne giganti, palazzi dalle forme e colori più disparati, riproduzioni di città, monumenti, sculture. Un gigante appiccicaticcio di tutto!

Arrivati in hotel, all’ovvio eccesso strutturale si è aggiunto il mio improvviso imbarazzo rispetto al personale che addirittura arrivava a spostarsi e scusarsi quando mi incrociava nei larghi corridoi!

Perciò, dopo aver appurato che il bagno della camera fosse grande la metà di casa nostra, siamo scesi in strada pronti a capire cosa questa città avesse da offrire!

 

las vegas signature by mgm
Nei grandi hotel che popolano la città vanno in scena, ogni sera, spettacoli di ogni tipo: dal burlesque al Cirque du Soleil, passando per il Wrestling, Tiesto e chi più ne ha, più ne metta.È a questo punto che la delusione ha costruito una spessa corazza intorno a me:

LAS VEGAS NON HA NIENTE DA OFFRIRE!

o meglio niente che potesse soddisfarmi senza prosciugare il conto in banca!

Avrei dato libero sfogo al mio desiderio infantile di ascoltare live Britney Spears r avrei assisistito entusiasta alle meraviglie del Cirque Du Soleil… Se solo questi non avessero avuto un costo A PARTIRE dai 100€ a testa! Capirete bene il perché della nostra rinuncia!

Vista la piega che stava prendendo la serata abbiamo deciso di ascoltare le mille PR che ci offrivano cocktail giganti per pochi dollari; con il senno di poi, ciò che ricordo di quella serata sono i fiumi di Margarita e delle squisite patate fritte nell’aglio.

Il resto a mio avviso non è degno di nota positiva; non concepiscono il fatto che qualcuno paghi per salire su una finta gondola, in un finto canale per osservare da essa delle finte pareti che tentano, invano, di riprodurre le bellezze della nostra Venezia.

Non riesco a capire come si possano perdere ore dentro queste immense stanze ricoperte di moquette impregnata di fumo, imbambolati dalle luci e dai colori delle slot machine, nella speranza di vincere denaro.

E ancora di più non capisco quale sia il motivo di base che continua a spingere tanti ad arrivare fin qui!

Certo qualcosa di bello lo ha anche Las Vegas: un fantastico clima asciutto e caldo che mi ha permesso di abbronzarmi in poche ore e la possibilità di startene in bikini in piscina tutto il giorno… peccato che io dopo due ore mi annoio!

Concluderei dicendo che non penso di tornare in città; e anche se “mai dire mai” per questo caso farei un’eccezione!!!

E voi che ne pensate di questa città??

 

Danila.

 

 

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