Buon giorno a tutti,

vi scrivo da Luogosanto, un piccolo paesino a nord est della Sardegna, per raccontare le mie prime impressioni su di un luogo magico: l’Arcipelago della Maddalena.

Siamo arrivati ad Olbia il 30 mattina e in neanche un’ora abbiamo raggiunto Palau da dove ci siamo imbarcati per la Maddalena.

La prima cosa che salta all’occhio percorrendo le strade sarde è la “quantità di natura” presente, c’è verde ovunque.

Nonostante sia una delle regioni italiane con più alta affluenza turistica, la Sardegna appare pura e incontaminata.

Ad accoglierci dopo appena un quarto d’ora di “traversata” è il porticciolo della Maddalena con decine di piccole imbarcazioni dolcemente cullate dalle onde.

In breve ci siamo accorti, dopo esserci OVVIAMENTE persi, che l’isola è davvero piccola ed è possibile percorrerne tutto il perimetro costiero in una mezz’ora.

Per il primo giorno il meteo non è stato dalla nostra parte e ci siamo ritrovati a giocare una lunga partita a nascondino con il sole che di tanto in tanto appariva e spariva dietro grandi coltri di nubi. Nonostante il Maestrale che ci
ha schiaffeggiati per tutto il giorno l’isola è splendida; le coste sono massicce ma dai contorni levigati e abbracciano piccole insenature di acqua cristallina… più simili a piscine che al mare.

 

Dopo una veloce perlustrazione dell’isola abbiamo scelto di fermarci a spiaggia “Testa di Polpo” riuscendoci ad accaparrare un’intera caletta per noi (per quanto io possa impegnarvi a descriverla penso che la cosa
migliore sia mostrarvela!).

Spiaggia Testa di Polpo
La Maddalena

Dalle 14 la pioggia ha deciso di interrompere la tregua accordataci e il massimo che siamo riusciti a fare è stato passare di cala in cala per tutta l’isola cercando di sfuggirle.

Non siamo riusciti ad abbronzarci ma la bellezza delle coste compensa tutto!

 

Il secondo giorno alla Maddalena era stato inizialmente scelto per il giro in barca ma le cattive condizioni del mare ci hanno fatti desistere per evitare una giornata rovinata dalle mie nausee.

Abbiamo quindi deciso di visitare Caprera, una delle isole dell’arcipelago, connessa alla Maddalena da un piccolo ponte.

Anche in questo caso, dopo un’attenta ricerca delle spiagge meno affollate,
ci siamo aggiudicati una cala tutta nostra accanto a Cala Rossa.

La zona è perfettamente riparata dal vento e il fondale sabbioso permette un
facile accesso all’acqua.

Qui per la prima volta ho avuto davvero l’impressione di stare ai Caraibi, il colore dell’acqua va dal blu notte al celeste chiaro creando una perfetta
scala cromatica… ma a voi il giudizio!

 

Nel pomeriggio, dopo un tre quarti d’ora di camminata attraverso i monti capreresi, è stata la volta di Cala Serena, una bellissima insenatura di sabbia bianca abbracciata da un rigoglioso parco verde.

 

Cala Andreani – Caprera
Cala Rossa – Caprera
Cala Serena – Caprera
Caprera

 

Cala Rossa – Caprera
Cala Rossa – Caprera

 

Caprera

INFO utili – Arcipelago della Maddalena 

  • Dormire alla Maddalenal’arcipelago della Maddalena, come tutto il nord della Sardegna, è costoso ma è possibile ridurre i costi scegliendo un bungalow o il campeggio. Noi siamo partiti armati di attrazzetura da campeggio e abbiamo soggiornato al camping “La Maddalena” (13 euro a notte).
  • Raggiungere Caprera: Caprera si raggiunge attraversando un breve “ponte” situato a sud est dell’isola.
  • Pranzare a Caprera: vi consiglio di concedervi una pausa pranzo al “Barone Rosso”, una piccola paninoteca situata all’ingresso dell’isola subito a sinistra.
    Il menù offre decine di panini imbottiti con prodotti
    tipici, la scelta è vasta e i prezzi bassi (da 4 a 6 euro); e per concludere il pranzo in bellezza ci si può rilassare in pineta adagiati a delle bellissime amache.

     

     

    PS Scusate il ritardo ma ho avuto seri problemi di connessione… il post sarebbe dovuto arrivare due giorni fa.

     

    Danila.

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