Last summer in Istanbul – Turkey
Last year in Rome – Fiumicino

<<Come fai a viaggiare così tanto?>>
<<Perché viaggi tanto?>>
<<Ma a casa non stai bene?>>
<<Non ti mancano amici e parenti quando sei lontana?>>


Queste sono le domande che mi sento rivolgere più spesso quando inesorabilmente la conversazione che sto intrattenendo diventa un meraviglioso progetto di viaggio.
La prima cosa che tengo SEMPRE a precisare è che “così tanto” è un concetto assolutamente relativo.
Pensando a me stessa e alla mia condizione di viaggiatrice non mi è mai balenato per la testa di dire “viaggio tanto”, anzi… se dovessi definire la “quantità” dei viaggi fatti direi solo “faccio il massimo che posso fare”.
Eppure quello che per me non sembra mai abbastanza per molti è addirittura TANTO.
Come molti di voi sanno sono una studentessa universitaria che si districa tra studio e lavori di ogni sorta per cui si deduce facilmente che i miei viaggi sono succubi di una brutta situazione: il budget!
Non che viaggiare in Economy o dormire alla buona mi crei problemi… anzi, tutt’altro. Se potessi scegliere non vorrei andare nei resort o viaggiare in Business Class, io sceglierei di poter viaggiare DI PIU’!
No, non è una questione di quantità spiccia, né del numero di timbri che ho sul passaporto.
Il punto è che io nella vita voglio viaggiare il mondo intero e probabilmente una vita sola non basta, da qui il desiderio di partire di continuo.
Non è che mi trovi male a svolgere la vita di tutti i giorni nella mia abituale città ma la routine mi annoia terribilmente.
Dopo pochi giorni di lavoro-studio-casa mi sembra di avere delle strette catene intorno al corpo e la mia mente parte verso nuovi itinerari.
Di li alla prenotazione di un nuovo viaggio il passo è breve!
Quando penso al mio futuro l’unica immagine certa che mi si apre in testa è quella di una me ormai adulta con in mano un passaporto, pronta ad una nuova avventura.
Non so “che lavoro voglio fare da grande” o in quale città vorrò vivere… So solo di voler trovare la possibilità di viaggiare il più possibile, fino a dire io stessa “Wow… viaggio tanto”.
E so che quando prenderò piena coscienza di ciò mi sentirò totalmente realizzata.
Vi abbraccio,
Danila.

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