Buon Giorno amici lettori,

oggi sono qui per mettere nero su bianco un viaggio che mi sembra ancora totalmente irreale tanto era il desiderio che mi spingeva da anni a volerlo affrontare: United States of America. E come non iniziare a raccontare se non dalla mitica New York?
Sin da quando ho iniziato a viaggiare, New York è stata una delle mete in cima alla lista ma per motivazioni di vario genere questo viaggio è saltato per ben due volte prima di poter essere intrapreso (in grande stile viste le precedenti illusioni!).
 
Siamo arrivati a New York in autobus da Boston (spendendo solo 20 dollari rispetto ai 150 di treno) e man mano che vedevo i grattacieli avvicinarsi sentivo sempre più il cuore in gola.
Della mia breve wish-list di viaggio stilata a 18 anni New York era il tassello mancante e poterlo finalmente inserire mi rendeva consapevole di quanto è possibile realizzare i propri sogni.
In quattro anni di viaggi ho visitato tutte le mete che mi ero prefissata per i successivi 10 anni.
E ora mi trovo qui a 22 anni a sorridere beata di questo perché per la prima volta posso modificare e arricchire la mia personale wish-list aprendomi a tutto il globo con la consapevolezza di poter desiderare di raggiungere ogni luogo senza sentirmi una stupida ragazzina con dei sogni più grandi di lei.
  

GIORNO 1:  Dopo esserci sistemati in hotel la voglia di vedere la città era tale da iniziare a correre da una parte all’altra quasi fosse il nostro unico giorno li.Dopo aver fatto un giro a Central Park e aver sbirciato Times Square e 5th Av abbiamo deciso di prendere un taxi e farci portare al ponte di Brooklyn così da poter vedere il tramonto dall’omonimo ponte; uno dei più belli che abbia mai visto. Le varie sfumature di colore che sembrano venir fuori dai grattacieli assumono prima un colore dorato per poi lasciar spazio al rosa, l’arancione, il viola.
Per la nostra prima sera a NY abbiamo deciso di mangiare indiano a Brooklyn (spesi appena 10 dollari mangiando delle vere squisitezze a base di aglio… un mio grande amore!)
La prima notte a NY abbiamo alloggiato qui grazie ad un’offerta lampo trovata la mattina stessa su booking (camera al 31esimo piano! Costo 90 euro.).

GIORNO 2: Sveglia quasi all’alba e via pronti a visitare Manhattan! Nel corso della giornata abbiamo percorso almeno 10 km a piedi ma vi assicuro che ne vale davvero la pena! Siamo partiti dall’inizio di 5th Av e siamo arrivati a piedi fino a Financial Street, a Downtown, visitando Times Square, Bryant Park, West Village, la NYU, Little Italy (grandissima delusione), China Town.

Una giornata no-stop a piedi per New York City. Una città così immensamente estesa da darti la sensazione di non riuscire a visitarla tutta.
Una città che ti carica e non ti fa sentire la stanchezza finchè non stramazzi a letto la sera con i calli ai piedi e il sorriso stampato in volto.
Abbiamo concluso il primo giorno rilassandoci a Battery Park e godendo del tramonto…neanche a dirlo!

GIORNO 3: Il nostro terzo giorno è iniziato con una fastidiosa pioggerellina che si è evoluta in un acquazzone tropicale verso ora di pranzo e infine in NEVE a ora di cena.
Neanche a dirlo muoversi in città era follia: strade intasate, metro piene e JFK chiuso a tratti per mal tempo. Con queste condizioni climatiche e il mio essere completamente metereopatica l’unica cosa che ci è sembrato sensato fare è stato chiuderci in un museo: l’American Museum of Natural History (ingresso incluso nel New York City Pass). Ciò che più ho apprezzato di questo museo (ma in generale dei musei negli USA) è l’approccio diretto e giocoso con cui i bambini vengono coinvolti nelle diverse attività. Raramente in Italia mi capita di vedere bambini divertiti e contenti di essere in un museo.

Qual è stato il momento migliore qui dentro?
scoprire che sono alta (o meglio bassa!) come un qualsiasi omino di Neanderthal (della serie: speriamo che almeno la scatola cranica si sia evoluta :D)

Dopo questa giornata di mal tempo abbiamo definitivamente salutato le temperature a misura d’uomo e il freddo gelido è piombato su New York creandomi non pochi problemi di abbigliamento (per farvi capire come andavo in giro: calze pesanti con sopra i leggings, maglietta e cardigan con sopra un maglione e il giubbotto di pelle. Mega sciarpa di lana a completare il tutto).

GIORNO 4: Incoraggiati dal cielo terso il mattino dei quarto giorno abbiamo deciso fosse giunta l’ora di ammirare NY dall’alto; quale posto migliore dell’Empire State Building?
Ora qui potrei aprire una parentesi che non si chiude più su quanto poco trovo opportuno fare 4 ore di fila per salire su un palazzo (anche fosse il più alto del mondo che mi porta sopra alle nuvole!!).
Ma come potevo sapere che, nonostante da fuori sembrasse non ci fosse nessuno, una volta dentro mi aspettavano stanze, scale, ascensori, file, ancora scale, ancora un’altra stanza e un’altra fila per l’ascensore prima di giungere all’82 esimo piano e non poter salire ancora senza sborsare ulteriori 25 dollari?!
Ed è proprio per questo che spesso “rinuncio” a quelle che sono considerate le attrazioni “turistiche” delle città che visito…
Senz’altro la vista dall’alto è da togliere il fiato ma sarà valsa le quattro ore di attesa tra turisti accalcati e ragazzini urlanti?

Nel pomeriggio abbiamo deciso di andare a Ellis Island e vedere Lady Liberty dal vivo.
Devo essere sincera: un pò mi ha delusa. Non so perchè, ma la immaginavo molto più imponente.
In ogni caso è stato bello vedere lo skyline di downtown mentre ci allontanavamo a bordo del traghetto.
Un pò  meno bello è stato combattere (letteralmente) con l’orda di turisti accalcati alle balaustre del battello nel tentativo di scattare qualche foto (e a nulla è valso il nostro arrivare in anticipo e cercare un posto seduti).

Anche in questo caso i biglietti erano inclusi nel NYCityPass.

GIORNO 5: sveglia presto, bardati fino alle orecchie siamo partiti alla volta del MoMa.
Dire che questo museo mi è piaciuto sarebbe riduttivo.
Mi sono persa tra le tele di Van Gogh, Picasso, De Chirico, Cèzanne, Mirò… E ho concluso la visita con la famosa opera di Andy Warhol.
Nel pomeriggio abbiamo poi deciso di goderci NY a piedi come tanto ci era piaciuto il primo giorno e ci siamo spostati nella zona di Chelsea.
E poi, come ogni sera, a Central Park ad aspettare il tramonto.
Il nostro ultimo giorno a New York è stata accompagnato da una profonda malinconia. Sapevo di partire senza aver visto tutto ciò che la città ha da offrire. Ero consapevole di aver fatto il massimo ma le cose da vedere/fare/scoprire qui sono troppe.

 

Facendo un calcolo ipotetico per vedere BENE tutti e cinque i quartieri di NY servirebbe un mese. Ci siamo anche premurati di dare uno sguardo a dei MiniMiniMonolocali ma… decisamente New York costa troppo per il momento.
Per cui sono partita consapevole di tornare e magari chissà un giorno anche per viverci… ma quel giorno dovrà aspettare un bel pò perche ora il mio cuore è voglioso d’Asia e non vedo l’ora di soddisfarlo.

Colgo l’occasione per ringraziarvi del superamento delle 1000 visualizzazioni.

Vi abbraccio,
Danila.

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